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Radioattività in Calabria, nuovi elementi nel servizio de Le Iene [VIDEO]

Radioattività in Calabria, nuovi elementi nel servizio de Le Iene [VIDEO]

Angela Napoli, per quattro anni nella Commissione Antimafia, sottolinea: «Non credo all’Arpacal, spero che l’allarme lanciato serva a smuovere le coscienze».

Non si placa l’inchiesta de “Le Iene” sulle navi affondate a largo delle coste calabresi e sul presunto caso di radioattività sulla spiaggia di Calalunga, in provincia di Catanzaro. Anche ieri sera è andato in onda su Italia Uno un servizio dove vengono portati all’attenzione dei telespettatori nuovi particolari sul caso che sta generando reazione eterogenee in seno alla cittadinanza.

Non sono pochi, infatti, coloro che chiedono a Giulio Golia e alla redazione Mediaset di andare avanti e di scavare fino in fondo su una storia che sta assumendo settimana dopo settimana un alone di mistero sempre più fitto. Nel frattempo, come noto, Carabinieri e Vigili del Fuoco sono intervenuti sulla spiaggia incriminata mentre alcuni abitanti hanno addirittura fatto il bagno davanti alle telecamere per dimostrare che sia tutto ok. La Prefettura ha sottolineato che la zona ha dei valori in linea con le medie nazionali e che i risultati ottenuti non sono quelli sbandierati dalle Iene.

L’Arpacal nel frattempo ha fatto sapere che è tutto apposto: «I risultati delle misurazioni svolte sul luogo descrivono un sito privo di interesse radiologico. Le misure realizzate a contatto – continua la relazione – stabiliscono che l’area è priva di contaminazione radiometrica. Una radioattività naturale di questo tipo, così come risulta  da indagini già effettuate sulla costa ionica ed in particolare nell’area di nostro interesse, si può spiegare con la presenza, nella sabbia silicea di una densità volumetrica importante, nell’ordine dei 100–500 g/cm3, di un minerale denominato monazite ricco di radionuclidi capostipiti delle catene naturali: uranio 238 (238U) e torio 232 (232Th). Si esclude dunque la presenza di radionuclidi di origine antropica».

A rispondere all’Arpacal è però Angela Napoli che ha fatto parte della Commissione Antimafia per quattro legislature. «Fin quando le indagini verranno affidate all’Arpacal, è inutile. Potranno venir fuori sempre corrette, ma non mi fido. L’allarme è stato produttivo per smuovere le coscienze, spero non si chiuda alla luce dei risultati pubblicati. Non ci credo».

La puntata è stata ricca di colpi di scena come l’intervista appena accennata al nipote del Tiradrittu Morabito o quella ad un procuratore dell’epoca. Tra vuoti di memoria, verbali disconosciuti e nuove testimonianze, Le Iene andranno alla ricerca di alcuni scatti fotografici che potrebbero far saltare il banco. Ecco il servizio andato in onda ieri.

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