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Aspetta e spera…

Aspetta e spera…

– l’editoriale di Piero Bria –
Il Cosenza paga la mancanza di un progetto tecnico e il vivere alla giornata del suo presidente. Non tutti si risolve con i soldi ma con idee chiare e persone che possano lavorare per più anni insieme. 

La classifica piange. Il Cosenza ha cinque punti in meno rispetto al girone di andata (19 punti contro i 14 conquistati nel girone di ritorno). Un dato che certifica il calo dei silani. Soprattutto dal punto di vista dei risultati. A parte la sfortuna, con cui i rossoblù hanno un conto in sospeso, la situazione si è complicata oltremisura in questi ultimi due mesi. I fischi a fine gara e i cori contro Guarascio dimostrano come i tifosi siano visibilmente stufi di aspettare. Aspettare una squadra adeguata per giocare un campionato importante di Lega Pro.

Il Cosenza, in questi anni, è riuscito a conquistare più di quanto meritasse. Ed è giusto spiegarlo a Guarascio. Con poco i silani hanno ottenuto una Coppa Italia, posizioni in classifica utili per giocare la TIM Cup. Ma quanto realmente il Cosenza di questi anni ha espresso in campo per meritare il giudizio finale? Ci è andata di lusso perché, e lo stiamo ribadendo da tempo, la rosa del Cosenza non è competitiva per il grande salto. E non solo. Al di là dei nomi c’è bisogno di dare concretezza al progetto tecnico. Certezze che devono arrivare dalla società. Un direttore sportivo che non cambi a giugno di ogni anno. Uno che abbia la possibilità di attuare un programma almeno pluriennale. Che possa costruire insieme ad uno staff tecnico una squadra giovane, di prospettiva e capace di avere miglioramenti costanti nel tempo. Un settore giovanile che abbia una struttura degna di tal nome.

Ed a proposito di strutture… avere una casa che possa ospitare il Cosenza durante la settimana senza dover vagabondare per i campetti della città o della periferia. Non scherziamo, presidente. I ragionieri nel calcio servono fin quando bisogna sopravvivere. Ma se questo significa accontentarsi e aspettare un miracolo… beh, allora i fischi sono giusti e devono far riflettere il patron. Al di là dei giocatori, al di là di allenatori e direttori sportivi. Deve essere il presidente Guarascio a chiarirsi le idee. A distanza di cinque anni non sappiamo ancora se ci sia e quale sia il progetto di Guarascio. Vivere alla giornata non funziona nel calcio di oggi. Per costruire servono soldi? Non è detto presidente. Servono idee e gente che sposi la causa lavorando alacremente ad un progetto che deve avere dei punti chiave.

Se poi il Cosenza è un passatempo… beh, allora far quadrare i conti è utile per chiudere la saracinesca in ogni momento dando la colpa all’ambiente che chiede troppo ed ha troppe aspettative. Le ambizioni non ci vengono da terze parti. La persona ambiziosa è quella che prova a rischiare e che ha voglia di dare concretezza alle proprie idee. Se per rischiare intendiamo cercare di costruire un Cosenza che abbia la parvenza di società professionista vogliosa di andare sempre più alto. Altrimenti accontentiamoci di ciò che abbiamo. Una società sana che non ha penalizzazioni e che vivacchia e lo farà per tanto tempo in Lega Pro. Aspettando un miracolo sportivo che capita raramente. Se capita…

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