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Non muore nessuno se non si farà la metropolitana leggera

Non muore nessuno se non si farà la metropolitana leggera

– di Antonio Alizzi

Ma la metropolitana leggera, che dovrebbe collegare l’Università della Calabria a Cosenza, è davvero necessaria? E’ utile alla comunità cosentina e dell’area urbana? E’ sostenibile nella gestione? Quali rischi potrebbero esserci per l’ambiente?

In questi giorni la querelle politica si gioca sulle dichiarazioni del governatore Mario Oliverio che si è risentito dalla mancata presenza del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto alla riunione prevista per il 12 aprile scorso. «Non si farà più, sono venute meno le condizioni». Una minaccia in politichese rispetto alle vere intenzioni di portare a termine un progetto che vale centinaia milioni di euro. 

Milioni e milioni di euro per costruire una metropolitana leggera con strumenti vecchi e non moderni. Il fallimento in realtà italiane e non è sotto gli occhi di tutti, soprattutto per la qualità del progetto: quelli ecosostenibili e su gomma non devastano il territorio. Facciamo due esempio tanto per capirci: se oggi dovessero realizzarla, e magari tra dieci anni sarà necessario toglierla, per la città di Cosenza non sarebbe un problema, visto che rimarrebbe il polmone verde di viale Parco, mentre a Rende la superstrada che porta all’Unical sarebbe smembrata e i due percorsi divisi da un guardrail. Un obbrobrio, tanto per capirci.

Al di là delle parole di circostanze, e delle posizioni ufficiali, in tutto ciò ci si deve chiedere se la metro tranvia migliorerebbe il trasporto pubblico dell’area urbana, in particolare nella zona dell’Università della Calabria se teniamo conto che per sbloccare il traffico, che ogni mattina tiene congestionato lo svincolo di Cosenza Nord, sarà realizzato un nuovo svincolo autostradale tra Montalto Uffugo-Rose e Cosenza Nord: l’uscita sarà al confine tra Rende e Montalto, in direzione Cancello Magdalone dopo il ponte di ferro.

Com’è in cantiere, per migliorare la viabilità della zona, e incrementare lo sviluppo in termini commerciali, la strada che collegherà Santa Maria di Settimo di Montalto Uffugo ad Arcavacata, lato Ingegneria. Una nuova viabilità dunque per coloro che arrivano all’Unical, per chi si reca a lavorare ogni mattina a Cosenza o a Rende, per chi preferisce l’area urbana cosentina agli altri territori della provincia di Cosenza. 

Non ci si può dimenticare neanche del trasporto pubblico di Amaco e del Consorzio che nonostante le vie giudiziali garantiscono comunque un servizio alla cittadinanza. 

Spesso si è detto che un’opera pubblica di tale portata avrebbe come finalità, anche quella di riqualificare le periferie previste dal percorso ferroviario. Ci vuole ben altro per dare dignità ai quartieri popolari. Per cui, non muore nessuno se non si farà la metropolitana leggera.

 

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