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Siamo ad un punto… di partenza

Siamo ad un punto… di partenza

– l’editoriale di Piero Bria –
Guardarsi negli occhi e trovare soluzioni. Il Cosenza ha bisogno di uomini veri ancor più che di calciatori di categoria. E gli uomini affrontano sempre i problemi coscienti di poter trovare una soluzione. 

Un punto, al giorno d’oggi, vale poco. Con l’arrivo dei tre punti a vittoria (era la stagione 1993/1994) si è cercato di limitare quei pareggi che iniziavano ad essere troppi e che, soprattutto, incidevano troppo nell’arco di un campionato.

Il Cosenza di Matera è stato solido dietro e fragile in avanti. Il punto conquistato non può e non deve essere un punto di arrivo, bensì di partenza. E lo è di certo visto che si tratta del primo punto dell’era Fontana.

Dopo i tanti, troppi gol subiti i silani dovevano evitare ulteriori sbandate. Soprattutto a livello psicologico i giocatori sembravano soffrire molto determinate situazioni che a Matera, con l’innesto anche di qualche volto nuovo, non si sono ripetute. E questo, soprattutto dopo quanto visto nelle precedenti gare, deve risollevare lo spirito dei rossoblù.

Inutile nasconderci dietro un dito. Il Cosenza ha evidenti difficoltà. Sia ad esprimere il gioco che chiede il tecnico, sia a reagire dinanzi a gare che nascono male e finiscono peggio. Ci vuole la scintilla. Quella che ti consente di invertire la rotta.

E’ per questo che anche un punticino può cambiare la storia di questo campionato. Deve cambiarla. Perché ci vuole poco a complicare le cose e ritrovarsi a rincorrere senza avere le spalle belle larghe.

Partire male non è mai un bene, ma negli anni passati non sono state poche le squadre che, dopo una partenza stentata, si sono rialzate dimostrando il proprio valore.

E’ quello che ci aspettiamo dal Cosenza. E’ quello che pretendiamo dal Cosenza. Perché la piazza ha bisogno di entusiasmo, di una squadra che la infiammi.

In questa stagione si giocheranno tanti derby ed arrivarci con lo spirito giusto è fondamentale. Molto è dettato dai risultati, verissimo. Ma i risultati sono dettati anche e soprattutto dalla prestazioni, dall’attenzione, dall’abnegazione, dalla voglia di arrivare prima sul pallone, dalla determinazione, dalla cattiveria agonistica, dall’unione di squadra.

Riduttivo continuare a sentire che non abbiamo giocatori di categoria o attaccanti da venti gol a stagione. Il mercato è chiuso, conosciamo ormai da anni il modus operandi di Guarascio (non condiviso da chi vi scrive). Questi siamo, e questi rimarremo per almeno altri quattro-cinque mesi.

Guardarsi negli occhi e trovare soluzioni. Il Cosenza non deve più cedere il passo. Il Cosenza ha bisogno di uomini veri ancor più che di calciatori di categoria. E gli uomini affrontano sempre i problemi coscienti di poter trovare una soluzione. Sempre.

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