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Cambio di mentalità

Cambio di mentalità

– l’editoriale di Piero Bria –
Inutile nascondere le difficoltà tattiche (soprattutto nei primi 45’), ma nella ripresa del match con il Bisceglie il Cosenza è sembrato diverso. Nella testa soprattutto.

Al di là dei moduli e degli uomini il Cosenza visto domenica, fatta eccezione per il primo tempo, è sembrato diverso. Nella testa soprattutto. Una squadra che, a differenza delle precedenti gare, ha mostrato di voler vincere con tenacia e stringendo i denti.

Inutile nascondere le difficoltà tattiche (soprattutto nei primi 45’). E poi ci sono limiti strutturali. La rosa a disposizione di Braglia verrà di sicuro rinforzata nel mercato invernale, o almeno si spera. Inoltre sono evidenti i problemi di finalizzazione. Baclet e Mendicino sembrano non riuscire ad uscire dal torpore che li contraddistingue. E non dipende solo da loro. Perché l’impegno di entrambi si vede ed è innegabile. Ma, ad oggi, è ugualmente innegabile che entrambi non riescano ad esprimere quelle qualità che in passato gli hanno consentito di segnare gol importanti. Ma non solo avanti il Cosenza fa fatica. Dietro si vacilla troppo. Mancano certezze ed a farne le spese è stato Perina in primis. E probabilmente non sarà l’unico.

Perché quando cambia l’allenatore serve una scossa. E spesso la scossa arriva da quelle scelte dure ma che rendono l’idea del cambiamento. A Braglia non si chiede bel gioco ma concretezza. Quella sostanza che consenta di risalire in classifica e rendere questo campionato meno difficile di quanto è stato sino ad ora. Mentalmente il tecnico ha già fatto tanto. Ed il secondo tempo di domenica scorsa ne è la prova.

Punto per punto, gara dopo gara. Il messaggio di Braglia è stato chiaro. Ogni domenica bisogna entrare in campo per conquistare il massimo. Anche un punticino che fa morale oltre che classifica. La politica dei piccoli passi in attesa di rivedere un Cosenza capace di guardare verso l’alto. Roselli docet.

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