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La famiglia dell’avvocato Luigi Cribari: «Occhiuto ha offeso la memoria di mio padre»

La famiglia dell’avvocato Luigi Cribari: «Occhiuto ha offeso la memoria di mio padre»

La “Gazzetta del Sud” oggi ha ospitato la lettera dell’avvocato Rossana Cribari, figlia dell’illustre avvocato Luigi Cribari, scomparso anni fa, sentitasi offesa per la decisione del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e della sua Giunta di ritornare alla vecchia denominazione della piazza Spirito Santo che fino a qualche giorno fa era intitolata proprio a Luigi Cribari.

Per l’avvocato Rossana Cribari è stata fatta una «gravissima offesa arrecata alla memoria di mio padre, l’illustre Avvocato Luigi Cribari, che certamente (da lassù), disapprova la mia scelta, non avendo mai amato le polemiche, tutt’altro abiurandole, poiché dall’alto della sua cultura ha sempre ritenuto che determinati atteggiamenti non meritano neanche un attimo di considerazione o attenzione qualificando l’indifferenza come il migliore attacco. Per chi lo comprende però.

Non amava il chiasso inutile, e tutti i focolai che si sono agitati intorno alla intitolazione di questa benedetta piazza li avrebbe immediatamente spenti con il suo umile silenzio, mortificando i fautori che probabilmente coltivano, conoscendolo bene, il sentimento dell’invidia. Sentimento che divora chi lo nutre.

Con delibera n. 166 del 24 novembre u.s., Lei insieme agli assessori Iole Santelli, Francesco Caruso, Francesca Loredana Pastore, Matilde Spadafora, Michelangelo Spataro e Carmine Vizza, all’unanimità avete deciso di ripristinare Piazza Spirito Santo già intitolata a Luigi Cribari nel lontano 2005, relegando il nome dello stesso ad un improvvisato “ Largo” che ospita un gabbiotto  ove staziona la vigilanza della scala mobile. Una vera e propria opera di cattiveria gratuita! Un dispetto. A Lei ed agli assessori plaudo: “BRAVI”!  e chiedo: “Contenti ora?”.

Certo che si! Avete raggiunto il tanto sospirato ed ambito momento di gloria, che però non durerà a lungo e non vi porterà molto lontano, alla peggio solo Lei Sindaco potrà contare su una manciata di voti in più, che mi rendo conto servono! 

Come altrettanto plaudo a chi, oggi approdato alla Corte di Palazzo, proveniente dall’altra riva del fiume, non ha saputo difendere e proteggere le proprie scelte di allora, maturate alla luce di un consenso unanime e plebiscitario (vedasi petizione popolare allegata agli atti d’ufficio).

Intendiamoci non è la mancanza dell’intitolazione di una piazza che mi rammarica poiché è solare che niente e nessuno potrà mai scalfire la figura di Luigi Cribari che, per cultura, saggezza, umiltà e probità si è sempre distinto, rendendone difficile il raggiungimento.

Sempre vicino agli ultimi e lontano da fini economici, sempre disponibile a chi a lui si rivolgeva chiedendo aiuto. Quella stessa disponibilità che è stata riservata anche a Lei Sindaco, che in un momento particolare della sua vita si è rivolto a Luigi Cribari il quale le ha teso la mano aiutandola. Non dico riconoscenza massima, ma il suo rispetto avrebbe dovuto essere a vita e Lei lo sa. Ahimè, non solo tutto è stato dimenticato ma si è goduto nell’offenderne pubblicamente il ricordo!

A Lei ed agli assessori sento il bisogno di dire, per quello che può valere, che non godrete mai della mia stima ma solo ed esclusivamente del mio massimo disprezzo per avere offeso la memoria di un uomo, mio padre, che inopinabilmente ha dato lustro alla città di Cosenza, alla quale non mi pare l’intitolazione di piazza Spirito Santo a suo nome abbia procurato danno alcuno. I danni alla città sono ben altri».

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