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Omicidio/suicidio a Rende: due pistole, un coltello e quattro morti. Giallo sulla strage familiare

Omicidio/suicidio a Rende: due pistole, un coltello e quattro morti. Giallo sulla strage familiare

Tre morti dinanzi alla porta di ingresso di casa, il corpo senza vita dell’altro figlio relegato in un’altra stanza. Due pistole in prossimità del cadavere di Salvatore Giordano, capo famiglia riverso sopra sua moglie. Il giallo sulla strage familiare di Rende è sempre più complicato da risolvere ed è per questo che i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza sono al lavoro per ricostruire tutta la dinamica. 

Allo stato attuale non vi sono certezze. Gli investigatori infatti sono impelagati per la prima volta in un caso di omicidio/suicidio molto complesso, visto che dalle prime testimonianze raccolte nessuno era a conoscenza di problemi nel nucleo familiare dei Giordano. Né sono emersi finora particolari circa un momento economico difficile del padre che era un commerciante molto conosciuto nell’area urbana. Il negozio nei pressi dell’Autolinee di Cosenza è stato sequestrato dall’autorità giudiziaria.

L’unica cosa di cui sono certi i carabinieri è che chi ha compiuto la strage, tra la notte di domenica e lunedì, era una delle quattro vittime presenti in quel momento nell’abitazione situata nella periferia di Rende. Il mistero si infittisce quindi e il tutto sembra essere riconducibile proprio alle due pistole. Se ve ne fosse stata una, trovata accanto al corpo di uno dei Giordano, probabilmente magistrati e carabinieri avrebbero avuto le idee più chiare. Il movente per ora non c’è.

Sarà fondamentale l’attività tecnica che la procura di Cosenza ha avviato per avere dettagli più precisi sulle traiettorie dei colpi d’arma da fuoco che hanno ferito a morte la mamma e i due figli. Ed è proprio in tal senso che il procuratore capo Mario Spagnuolo, il pm Domenico Frascino e i carabinieri stanno lavorando alacremente per far emergere la verità. E maggiori particolari arriveranno dagli esami autoptici che saranno predisposti dalla procura di Cosenza nelle prossime ore.

Perché una strage così efferata? Lo abbiamo scritto prima. Nessuno dei familiari riesce a capacitarsi di quanto avvenuto. Un momento di follia da parte del padre, sparatosi in bocca, verso il figlio e le due donne, tutte vittime probabilmente della persona che amavano. E’ la prima ipotesi al vaglio degli inquirenti.

Un caso di omicidio/suicidio che ha scosso tutta la comunità rendese, ma in modo particolare tutta la provincia di Cosenza. Non resta che attendere i primi rilievi ufficiali dei carabinieri e iniziare a capire cosa realmente sia successo in quella villetta nel comune di Rende. Le indagini proseguiranno per tutta la notte, anche perché dovrà essere analizzato un coltello intriso di sangue rinvenuto nell’appartamento che sarebbe stato usato da Salvatore per ferire sua moglie e i due figli. Poi l’esplosione dei proiettili e la fine di tutto. (Antonio Alizzi)

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