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Tre tentativi per un sogno, l’omaggio di Max Mazzotta ad Anna Marchesini

Tre tentativi per un sogno, l’omaggio di Max Mazzotta ad Anna Marchesini

Il secondo appuntamento della quinta edizione della rassegna Milf, organizzata da Il Filo di Sophia che nel 2018 festeggia il decimo anno di attività, vede andare in scena, al Teatro dell’Acquario di Cosenza giovedì 19 aprile alle ore 20.30, il nuovo spettacolo di Libero Teatro “Tre tentativi per un sogno – Omaggio ad Anna Marchesini” per la regia di Max Mazzotta con Graziella Spadafora.

Proprio Max Mazzota in questi giorni è impegnato nelle riprese del nuovo film di Gabriele Mainetti “Freaks out”, che arriva dopo il grande successo di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, anche questo scritto con Nicola Guaglianone. Mazzotta completa il cast del film, girato fra Roma e la Calabria, composto da Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, Giorgio Tirabassi e Franz Rogowski.

«Affrontare un lavoro teatrale sulla biografia di una donna di teatro è un’esperienza stimolante e allo stesso tempo complessa poiché non è frutto della creatività di un drammaturgo, ma è la vita stessa dell’attrice che da narrazione diventa drammaturgia – racconta il regista Max Mazzotta – La trama non è un racconto inventato, ma prende spunto dal vissuto della protagonista che sul palcoscenico smette di essere persona e diventa personaggio. Un lavoro di ricerca minuzioso, simile per alcuni versi a un’indagine investigativa, in cui si analizzano le motivazioni più profonde, la parte emotiva più nascosta per risolvere i casi più difficili. È stato per noi emozionante e commovente ripercorrere la vita di Anna Marchesini, un’attrice completa, una scrittrice d’altri tempi, una donna sensibile e allo stesso tempo ironica, forte e determinata. Qualità che le hanno permesso di tramutare eventi tragici in momenti di passaggio, di cambiamento fino a trasformarli in racconti grotteschi e comici: ridere delle proprie disgrazie e farne tesoro».

«Ci siamo divertiti tantissimo nel ridare corpo e vita a quei personaggi popolari che l’hanno resa celebre: dalla “sessuologa”, alla “signorina Carlo/cecata”, passando per la “cameriera secca dei signori Montagné” – continua il regista – Abbiamo cercato di penetrare nel suo mondo, nella sua personalità, nella sua intimità in punta di piedi, sforzandoci di immaginare come si sarebbe raccontata lei stessa, cosa avrebbe fatto in questa o in quella scena. Un omaggio, dunque, sincero come fu la vita di Anna; vera e discreta come sanno esserlo solo i poeti. Non so se siamo riusciti nel nostro intento, certo è che abbiamo scelto di raccontare un’artista attraverso il suo amore per il teatro, la letteratura, la vita».

L’onere o l’onore di portare sul palcoscenico tutto ciò spetta a Graziella Spadafora. «È sempre stato il mio sogno rendere omaggio ad Anna, una delle mie attrici preferite. – spiega Graziella Spadafora – In parte mi rivedo in lei per la sua verve comica, la sua spontaneità e quindi lo spettacolo. Vedo concretizzarsi una mia idea resa possibile dal genio di Mazzotta e tutto questo è davvero una vera magia».

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