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«Maternità e aborto, le donne di Cosenza sono poco tutelate»

«Maternità e aborto, le donne di Cosenza sono poco tutelate»

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa inviato dall’associazione “La Calabria vista dalle donne”.

A 40 anni dall’approvazione della Legge 194 del 1978, per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, ancora le donne a Cosenza e provincia fanno fatica a vedere garantito l’accesso all’articolato sistema di tutela socio-sanitarie che la legge prefigura. In più il progressivo ridimensionamento dei presidi per l’applicazione della legge inizia a intaccare i livelli occupazionali del settore, e tra questi in particolare operatrici e professioniste donne.

Come associazione che ha a cuore il pieno rispetto e la tutela dei diritti delle donne, le socie di What Women Want_la Calabria vista dalle donne intervengono sulla querelle rinfocolata nelle ultime settimane, esprimendo innanzitutto solidarietà alle operatrici di una casa di cura cittadina, che rischiano di non avere il rinnovo del contratto di collaborazione, a causa della sospensione del servizio di interruzione volontaria di gravidanza offerto dalla struttura e operato dell’Asp di Cosenza.

Il tema della prevenzione e della difesa della salute della donna, della promozione di una genitorialità consapevole insieme alla difesa dei consultori familiari, quali presidi di riferimento fondamentali per del rispetto dello spirito e della piena applicazione della legge 194, rappresenta un fronte sul quale l’associazione WWW sta promuovendo una sistematica azione di sensibilizzazione politica nei confronti dell’opinione pubblica e delle istituzioni competenti.

In particolare è stata recentemente sollecitata la III commissione del Consiglio Regionale per mettere in essere iniziative istituzionali di analisi sullo stato di effettivo funzionamento della rete dei consultori familiari regionali e sulla ridefinizione condivisa di un loro piano di potenziamento e di rilancio.

Corrispondere al più presto all’impegno in questa direzione assunto dalla III commissione regionale e dal suo presidente on.Mirabello, rendendo operative le decisioni assunte, rappresenta senz’altro una buona modalità per riaffermare al più presto il diritto alla tutela della salute delle donne e al riconoscimento delle professionalità operanti nel settore.

È questo l’appello che ancora una volta www_la calabria vista dalle donne lancia nei confronti delle istituzioni regionali competenti in materia di servizi sanitari, impegnandosi a mantenere alta l’attenzione sul tema e costante il coinvolgimento attivo della rete del movimento delle donne calabrese.

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