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“No alla metro leggera”, Piazza XI Settembre piena di manifestanti

“No alla metro leggera”, Piazza XI Settembre piena di manifestanti

I cittadini hanno fatto sentire la propria voce e sono scesi in piazza per manifestare contro la realizzazione della Metropolitana leggera che legherà le città di Cosenza, Rende e Castrolibero.

Il fronte avverso alla realizzazione della Metropolitana leggera che legherà le città di Cosenza, Rende e Castrolibero, ha tenuto, nel tardo pomeriggio di ieri, un comizio in piazza XI Settembre della città dei Bruzi. L’iniziativa, promossa dal Comitato no metro è stata sostenuta da un’eterogeneità di associazioni e movimenti politici: il Movimento 5 Stelle, il Movimento Noi,  i partiti della sinistra come Potere al popolo, Rifondazione comunista, Sinistra italiana, L’altra Calabria, Cosenza in Comune, Radio Ciroma, il sindacato di base USB, il movimento Prendocasa Cosenza, Buongiorno Cosenza di Sergio Nucci, le associazioni Calabria in Testa e Associazione Dossetti. Tutti uniti nel “No alla metro, Si al viale” e nella contrapposizione ai lavori che inizieranno giovedì 15 luglio.

Mario Bozzo del comitato no metro ha detto: “non abbiamo ricevuto alcuna risposta dal sindaco Occhiuto. La realizzazione dell’opera durerà diversi anni. Crediamo che molti passaggi siano stati approssimativi, per esempio la questione legata al traffico”. Poi Bozzo si rivolge direttamente al primo cittadino di Cosenza: “il sindaco democratico non è il padrone della città. La nostra opposizione è politica e sta nascendo il dissenso intorno ad Occhiuto. La chiusura di Viale parco e la costruzione della metro non erano sul programma elettorale. Il sindaco ha stravolto la sua funzione”. Secondo i promotori, la metro avrà un utenza di circa 40mila passeggeri. Al riguardo, Bozzo replica: “l’utenza si può approssimare intorno a 4-5 mila. A chi dice che siamo in ritardo nella protesta, rispondo citando un episodio accaduto a Donnici: lì si voleva costruire una discarica ecologica, ma grazie all’azione dei cittadini con l’aiuto dei legali si è riusciti a bloccare i lavori”. In rappresentanza dei Cinque Stelle c’era Domenico Miceli, consigliere comunale di Rende: “nel 2012 – ha detto il pentastellato – il sindaco era contrario alla metro. Oggi senza consultare i cittadini l’ha approvata. La stessa metro in città come Messina ha avuto esiti negativi, facendo rovine. Cosenza sarà sottoposta a 20 anni di lavori. Il peso maggiore lo subirà Rende. Basti pensare che ci saranno 4 semafori in più. Noi avevamo proposto di spendere parte dei finanziamenti europei (con i quali verrà finanziata l’opera), circa 30 milioni, per l’acquisizione di bus elettrici con autonomia di 200 kilometri”. La formazione guidata da Luigi Di Maio è alla testa del governo nazionale e il ministro delle Infrastrutture è Danilo Toninelli, appunto, esponente di spicco del movimento. “Il governo potrebbe intervenire – spiega Miceli – ma la competenza è della regione e delle città in questione”.

Secondo Fabio Gallo del Movimento Noi: “Cosenza si sta chiudendo, chiudono le attività commerciali. Noi stiamo, paradossalmente, difendendo il sindaco, cioè difendiamo quel sindaco della campagna elettorale”. Mentre Sergio Nucci sostiene: “Mario Occhiuto sta pensando alle prossime regionali. Invece, bisognerebbe ascoltare i cittadini. Però oggi sono accaduti due eventi importanti: corso Telesio non è stato chiuso e non sono iniziati i lavori sul viale. Spero che qualcosa nella sua mente sia cambiato. Mario ripensaci, per favore”. Per Francesco Campologno di Potere al popolo: “i cittadini non hanno votato Occhiuto per i dinosauri, ma perché si è opposto a progetti come la metro. Questa stessa infrastruttura ha fallito in città come Messina e Bergamo. Dico all’attuale governo nazionale di prendere una posizione e di opporsi alla corruzione”. (Giulio Cava)

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