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lug 19
2010
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NON CHIAMATELO SCERIFFO!Posted by Federico Bria in Soviero , Sonzogni , Morrone , Margiotta , Malagò , Bega |
Renzo Castagnini, per molti anni è stato etichettato, a Cosenza, col soprannome di “sceriffo”. Il nomignolo gli derivava, certo, dall’atteggiamento spavaldo di fronte a qualsiasi situazione, ma aveva il torto di non rendere merito al suo carisma.
Se avesse avuto anche i piedi buoni, Renzaccio avrebbe giocato certamente in serie A. il fisico glielo avrebbe permesso e il carattere – la capacità di leadership – lo avrebbe mantenuto ai massimi livelli per un periodo molto lungo. Invece è stato costretto ad abbinare un temperamento da Braveheart ad un talento da… minatore.
Buon per il Cosenza, che, navigando in seconda o terza serie, ha potuto incrociarlo e vestirlo di rossoblù.
Da calciatore è stato il degno capitano del Cosenza di Di Marzio; primus inter pares in una squadra che sprizzava testosterone da ogni dove. Entrare al San Vito, all’epoca, era davvero come mettere la testa nell’antro di un lupo. Non tutti l’hanno tirata via…