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Galantucci-Morelli, ex dal dente avvelenato

Galantucci-Morelli, ex dal dente avvelenato

L’attaccante è già in clima derby e promette: “Se segno esulto”. Massimino invece ricorda il compianto Marcello Pasquino.

morelli-galantucci.jpgBene così. Morelli e Galantucci sono già pronti a scendere in campo e, da buoni ex, non si risparmieranno una volta sul terreno del “Razza”. La punta salernitana è dei due quello con i trascorsi più freschi a Vibo Valentia. “Ho giocato lì sei mesi – spiega – ed ho fatto anche cinque gol. E’ stata una stagione positiva perché abbiamo raggiunto l’obiettivo che la dirigenza si era prefissata, nonostante la lotteria dei play-out. “. Ma si vede lontano un miglio che ha ancora qualche sassolino nella scarpa. “Intorno a Marzo – ricorda – fu pubblicato un articolo che mi riguardava. Il giornalista anticipò il mio trasferimento al Cosenza e la tifoseria non la prese bene. Iniziarono a criticarmi e a fischiarmi, ma io non ho mai fatto caso agli insulti. Spero di dimostrare loro quanto valgo, magari realizzando il classico gol dell’ex, che in queste occasioni casca a pennello. Se esulterò? Non vedo motivi per non farlo”.  Galantucci non conosce ancora il nome del suo compagno di reparto, ma a suon di gol, sembra diventato un uomo di fiducia del mister. “Giocare con Polani o Danti – ammette – è uguale, sono due ottimi calciatori. A Potenza con Domenico abbiamo fatto sfracelli, se dovesse essere lui il mio partner d’attacco, cercheremo di concedere il bis”. Morelli, invece, a Vibo era utilizzato da centrale difensivo. “Il tecnico – ricorda – schierava tre marcatori ed in questo schema io giostravo sul centro-destra. Mister Pasquino mi è rimasto nel cuore e la sua scomparsa è stata per me motivo di grande dolore”. Sull’ordinanza di disputare il primo derby stagionale a porte chiuse, Massimino crede che gli incidenti di Roma-Napoli abbiano penalizzato un po’ tutte le tifoserie. “E’ una diretta conseguenza di sette giorni fa – conclude – e dispiace che non ci sia pubblico sulle gradinate, ma il mondo del calcio ha bisogno di un cambiamento radicale e di ritrovare compattezza”.         (Antonio Clausi)

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