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Toscano il giorno dopo: “Ottimo inizio ma c’è da lavorare ancora”

Toscano il giorno dopo: “Ottimo inizio ma c’è da lavorare ancora”

Rilassato e felice. Così il tecnico reggino a ventiquattro ore di distanza dall’exploit di Vibo. “Quasi non ci credevo. Abbiamo avuto una grande reazione”. E su Parisi. “Scampato pericolo”.  

toscano_abbracciato_da_ambrosi.jpgVincere di rimonta è più bello. Peccato, però, che il Cosenza lo abbia fatto senza i propri tifosi. Condividere con loro, all’istante, l’emozione di una vittoria in un derby ha tutto un altro sapore. Toscano può tirare un sospiro di sollievo per il recupero di Parisi, infortunatosi ieri, che riprenderà a correre nei prossimi giorni (per il difensore infiammazione del collaterale del ginocchio sinistro, domani verrà fatta una risonanza magnetica per stabilire l’entità dell’infortunio). Il tecnico, il giorno dopo, si mostra soddisfatto della prova dei suoi e parla a 360 gradi della sfida andata in onda ieri nel silenzio del “Razza”. E a chi lo cristica dice: “Rispetto il lavoro degli altri”. Infine parla dei provvedimenti presi dal giudice sportivo nei confronti del Napoli. “E’ sbagliato chiudere le curve. Si da solo importanza ad un piccolo gruppo di pseudo-tifosi”.

Il giorno dopo è ancora più bello?
Senza dubbio. E’ stato incredibile. Non capita tutti i giorni di ribaltare un risultato e soprattutto fuori casa e senza pubblico.

La tua squadra ha disputato tre gare in trasferta vincendone due (Potenza e Vibo) e perdendone una (contro la Paganese) pur giocando un gran calcio. Possiamo definire il Cosenza squadra da trasferta? 
 
Ma credo di no. Contro Paganese e Potenza abbiamo giocato avendo maggiori spazi. Essendo squadre di categoria superiore ci hanno concesso qualcosina in più. Il difficile viene quando trovi squadre come il Barletta che si presentano al San Vito chiudendo tutti gli spazi e giocando di ripartenze. Dobbiamo abituarci a questo tipo di gare.

Oggi è il giorno della celebrazione. Eppure nel gioire ci dev’essere stata qualcosa che non ti è piaciuta. Ad esempio, leggendo alcuni quotidiani, risalta una tua risposta: “Dobbiamo crescere mentalmente”.
Si. A differenza del primo tempo, in cui siamo riusciti ad imprimere ritmo alla nostra manovra andando più volte vicini al gol, nella ripresa qualcosa non è andata come mi aspettavo. Sono dell’idea che questa squadra deve cercare di sfruttare maggiormente le occasioni che crea. Siamo ancora ad inizio stagione. Lavorando sodo sono convinto che faremo buone cose. Ogni partita ha una storia a se. Quello che conta sono gli episodi. Bisogna essere bravi e cinici.

Tanta paura ieri per l’infortunio di Parisi. La notizia di questa mattina, però, rincuora tutto l’ambiente. L’infortunio non è così serio come qualcuno aveva ipotizzato.
Ho sentito Nello (Parisi ndr) questa mattina. Pericolo scampato. Notizia migliore non poteva esserci. Ieri, ripensando a come è avvenuto l’infortunio, sembrava che si trattasse di qualcosa di serio. Per fortuna, invece, il ginocchio ha retto bene.

Dando uno sguardo a queste prime due giornate c’è stato qualche risultato che ti ha sorpreso?
Ma direi di no. E’ un campionato molto livellato. Somiglia per certi versi alla serie A.

Qualcuno afferma che sei un tecnico che tende a valorizzare più gli avversari che la sua squadra. Cosa risponde Toscano?
Che ho rispetto per tutti. Altrimenti non mi metterei a lavoro dall’inizio della settimana a visionare cassette, a lavorare sul campo. Direi ai miei che ci vediamo direttamente la domenica allo stadio. Per me è fondamentale avere rispetto per l’avversario. Non credo che solo perché sono l’allenatore del Cosenza devo andare a dire che segneremo 4 gol a partita, che vinceremo il campionato.

Certo, la piazza chiede solo e soltanto la vittoria del campionato. Compito arduo non impossibile.
Senza dubbio. Nulla è impossibile. Preferisco però lavorare e giocare per vincere invece di sbandierare ai quattro venti un qualcosa che non fa parte della mia mentalità.

I pregi e i difetti di essere l’allenatore del Cosenza?
Solo pregi. Allenare a Cosenza è uno stimolo, ti aiuta a migliorare. A me piacciono le sfide. E’ sempre meglio giocare per vincere che un campionato anonimo.

E’ arrivata la decisione del giudice sportivo che ha punito il Napoli chiudendo le curve del San Paolo per quattro turni. E’ giusto e secondo te? Come si può cercare di far fronte al problema “violenza negli stadi”?.
Non è giusto. A farne le spese è la parte sana del tifo, la società e la squadra stessa. Non si può pagare un prezzo così alto per colpo di pochi individui. Prendendo queste decisioni si fa male al calcio e si da importanza, mi preme ripeterlo, ad un piccolo gruppo di “tifosi”.

Siamo prigionieri di pochi?
Spero di no. Sarebbe davvero preoccupante.

(Piero Bria)

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