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Moschella e quel vizietto: “Sono un difensore, non un bomber”

Moschella e quel vizietto: “Sono un difensore, non un bomber”

Lo stopper risponde a chi si aspetta da lui una decina di gol. Alen Carli invece ammette: “A Vibo Valentia bravi e fortunati, ora aspetto la bolgia del San Vito”.

carlimoschella.jpgIvan dopo una stagione non esaltante è tornato ad essere “dinamite“. Con la sua punizione da 35 metri ha regalato a Mimmo Toscano il primo derby stagionale e a se stesso la convinzione di essere un calciatore sempre valido. “Se sono a Cosenza – spiega – vuol dire che la società crede che possa dare il mio contributo in Seconda Divisione. Il problema è che la gente è convinta che io sia un attaccante, ma il mio ruolo è quello di stopper. Se non segno 10 gol a stagione su di me iniziano a fioccare polemiche d’ogni genere”. A Vibo è risultato decisivo, ma preferisce dividere i meriti con i compagni, esaltandone il carattere. “Abbiamo tenuto bene il campo e fino al loro gol solo noi ci siamo resi pericolosi. Una volta in 10 uomini e alla ricerca del pareggio abbiamo avanzato il nostro baricentro, ma la Vibonese non ha creato mai grossi grattacapi se non nell’occasione della traversa di Di Franco, per giunta colpita con un tiro dalla distanza”. L’esultanza di Moschella ha ricordato molto da vicino quella di Modica, tappa fondamentale l’anno scorso per la vittoria del campionato. “Ogni gol è bello e l’esultanza che ne consegue -confessa – sprigiona quello che si prova in quel momento. E’ naturale che vorrei giocare di più, ma la mia corsa sprizzava solo gioia. Siamo un gruppo numeroso e il compito di chi siede inizialmente in panchina è quello di farsi trovare pronto quando serve”. Riguardo la gara di domenica prossima, il sostituto di capitan Parisi non si fida per niente del risultato rimediato dalla Vigor contro il Pescina. “Lo 0-3 è bugiardo – dice -. Ho visto le immagini e se il match fosse finito in parità, nessuno poteva lamentarsi”. Gli fa eco “gulliver” Carli, tornato in città solo sabato, ma buttato nella mischia già il giorno dopo. “Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo – continua il goriziano -. A Vibo siamo stati aiutati dalla dea bendata, ma se una squadra vuole vincere a tutti i costi, alla fine i tre punti riesce a metterli in saccoccia”. Alen ride e scherza con i compagni, segno che il passaggio ad una realtà meridionale è quasi del tutto metabolizzato. “Non ho avuto alcun problema ad inserirmi in questo gruppo – conclude – ora però aspetto con ansia di giocare davanti ad un pubblico numeroso. Faranno sciogliere anche un vichingo come me”.    (Antonio Clausi)

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