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Tony Lio, una vita da capitano: “Non chiedetemi per chi farò il tifo”

Tony Lio, una vita da capitano: “Non chiedetemi per chi farò il tifo”

Ha vestito la maglia numero 10 a Cosenza e a Lamezia, ma sul match di domenica non si sbilancia: “Per me sarà una sfida particolare”. Poi una piccola frecciatina: “L’anno scorso mi sarei aspettato una telefonata”.

tony_lio.jpgI tifosi rossoblù non l’hanno dimenticato e Tony Lio quella curva ce l’ha ancora nel cuore. “Con molti tifosi spesso ho contatti – dice con un pizzico di nostalgia – ed appena sarò squalificato o il Rosarno riposerà verrò a Cosenza, ma tiferò assieme agli ultrà “. Il numero dieci è stato il capitano delle ultime stagioni prima del nuovo corso, campionati in cui fino a domenica mattina la trasferta era un rebus. “Non dimenticherò mai tutti i sacrifici fatti – ricorda – ma scendere in campo con quella maglia dava una carica incredibile. Sono orgoglioso di avere indossato la fascia, perché ritengo di avere agito sempre nell’interesse della squadra”. Quando però il Rende diventò Cosenza, Lio non rientrò più nei programmi della nuova società. “Hanno operato bene sin dall’inizio – spiega – ma ad essere onesto una telefonata me la sarei aspettata, anche per una questione di riconoscenza nei miei confronti. Ma non serve parlarne, l’importante è che Mirabelli sia riuscito a riportare la città tra i professionisti”. Lametino doc, per lui il derby della terza giornata sarà una sfida particolare. “Non chiedetemi per chi farò il tifo – scherza – perché non potrei mai scegliere tra l’una o l’altra. Vorrei che fosse una giornata di sport e che le cronache del giorno dopo parlassero solo di calcio e non di altro. Vincerà la più forte”. Con la maglia della Vigor, indossata per 12 stagioni, Lio trafisse la porta dei silani in tre occasioni nel torneo targato 2003-’04. “A Cosenza siglai una doppietta (sul primo gol è rimasta indelebile la papera di Avitabile, ndr), mentre nella gara di ritorno, giocata sul neutro di Crotone, firmai su rigore l’1-1 momentaneo”. Quattro anni dopo le due compagini saranno di nuovo avversarie, ma con obiettivi diversi. “I biancoverdi hanno una rosa molto giovane – conclude – e alla lunga potrebbero pagare l’inesperienza. Gli uomini di Toscano invece sono quelli giusti al posto giusto e non ho dubbi che alla fine saranno nelle primissime posizioni. C’è da vincere, comunque, la concorrenza del Gela e del Cassino”.   (Antonio Clausi)

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