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Tutti i controsensi del provvedimento

Tutti i controsensi del provvedimento

Condivisibile l’indignazione di società e tifoseria. Domenica potrebbero ritrovarsi in tanti a manifestare all’esterno del San Vito.

la_sud_pi_colorata_che_mai.jpgUna città in fibrillazione, ecco il risultato del provvedimento di chiudere lo stadio e di permettere l’ingresso solo al migliaio di abbonati. L’imposizione del Casms presenta però delle contraddizioni, alcune anche molto elementari. Iniziamo da quella più lampante. Se il San Vito non è a norma, non lo è neanche per chi possiede una tessera. Se a sottoscrivere l’abbonamento fossero stati in 20mila, si sarebbe seguita la medesima strada? Certamente no. Quindi ne consegue che l’apertura arrivata nella serata di ieri, rappresenta solo un escamotage per evitare contenziosi con le Lega Pro. Punto numero due, la delibera dell’Osservatorio con la quale si dichiarava il San Vito agibile per un totale di 15mila posti. Il tanto temuto organo ha emanato una determinazione in data 3 settembre per “per consentire l’accesso al pubblico nei limiti di capienza stabiliti da ciascuna competente CPV  negli stadi a norma “Degli Ulivi”, sito in Andria (BA);  “Città di Arezzo”, sito nell’omologo capoluogo toscano, “San Vito”, sito in Cosenza; “G.Zini”, sito in Cremona; “P.Mazza”, sito in Ferrara; “M. Melani”, sito in Pistoia”. La società di Via degli Stadi, inoltre, aveva ricevuto assicurazioni da parte della commissione di controllo che il limite massimo per portare a termine i lavori di adeguamento residui era il 30 settembre. Avendo un arco di tempo abbastanza ampio, la dirigenza ha dilazionato nel lasso di tempo stabilito l’ammodernamento del San Vito. Ad oggi mancano sono l’installazione di 4 telecamere per completare l’impianto di video-sorveglianza, la creazione di una zona di pre-filtraggio (che non per forza deve essere fissa, ma può essere anche mobile stando a quanto ha dichiarato il responsabile degli impianti comunali, De Pasquale) e il completamento della numerazione dei posti, ultimata al 90%. Attenzione però, indicando una data per la consegna dei lavori, non significa che sia stata concessa una deroga, indi per cui il giro di vite voluto da Maroni non riguarda Cosenza. Ultima contraddizione, l’ordine pubblico. La questura di Lamezia Terme ha informato i loro colleghi del capoluogo bruzio che i tifosi della Vigor sarebbero stati al massimo una cinquantina. Impensabile che tale numero possa creare dei grattacapi ai funzionari di Polizia, anche perché il trasporto degli ospiti è facilitato dall’ubicazione di Viale Magna Grecia. Se complicazioni si volevano evitare, complicazioni si sono create. I sostenitori rossoblù nelle prossime ore valuteranno se sostare o meno all’esterno del San Vito per manifestare il loro dissenso e sorvegliare 3-4mila persone, è tutt’altra cosa che scortarne 50 da Paola a Cosenza.

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