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Chianello non ha dubbi: “Bisogna ridare gli stadi alle famiglie”

Chianello non ha dubbi: “Bisogna ridare gli stadi alle famiglie”

L’amministratore delegato del Cosenza parla della sua “passione per il calcio” e sottolinea: “Non siamo prigionieri di pochi”. E sugli investimenti fatti: “La mia sfida è creare un progetto commerciale azzerando i costi con i ricavi”.

ad_chianello_e_mister_toscano.jpgE’ senza dubbio la personalità di spicco della dirigenza silana. Un uomo che avrebbe impersonificato alla perfezione il ruolo di presidente (per la sua signorilità, per il suo essere persona corretta e soprattutta sincera). Così non è stato lasciando le luci della ribalta ad altri. E’ fatto così Pino Chianello, amministratore delegato del Cosenza, che da poco più di un anno, insieme al resto della dirigenza, sta cercando di contribuire fattivamente alla rinascita dei Lupi. L’altro ieri una sua intervista sul quotidiano Calabria Ora ha attirato l’attenzione dei tifosi e non solo. C’è stato qualcosa, però, che non è andato giù all’ad silano.
“In maniera particolare – sottolinea Chianello – il titolo si discostava da quello che, in realtà, veniva riportato nell’articolo (al termine dell’intervista pubblichiamo la lettera inviata dall’ad Chianello e la risposta del direttore di CO Pollichieni ndr). Ho parlato di un problema che sta travolgendo il calcio e anche noi. Credo che alcune misure non servano a risolvere il problema”.

Le rivolgiamo la stessa domanda fatta, nei giorni scorsi, al tecnico Toscano. Siamo prigionieri di pochi facinorosi?
Non siamo né prigionieri né ostaggi. Siamo in una fese che reputo di studio. Credo che ci sia bisogno di riorganizzarsi in un progetto che veda come centralità i giovani. E’ per questo che reputo opportuno incentivare i settori giovanili e dar vita eventualmente a tornei territoriali. C’è bisogno di far ritornate quel clima che c’era una volta. Bisogna ridare gli stadi alle famiglie.

Esiste un rimedio, secondo lei, ad una situazione che sta degenerando?
Credo che le società debbano ritrovarsi attorno agli interessi del calcio. Così come sostengo che ci sia bisogno di formazione in tutti i settori, soprattutto a livello dirigenziale. Ripeto, bisogna riorganizzarsi e per farlo bisogna regolamentare.

Si definisce amante del calcio ed ama sottolineare che quello che fa non è fatto per denaro. Un caso eccezionale in un mondo dove il business è ormai consolidato?
Tengo a precisare che è la passione che mi spinge a progettare. La mia sfida è creare un prodotto commerciale non per far denaro ma bensì per portare in pareggio costi e ricavi. Per farlo c’è bisogno di sfruttare il merchandising, lo store, e creare uno stadio multifunzionale. Insomma, la mia sfida è investire 10 e ricevere 10.

Poco più di un anno, insieme ad altre persone, ha preso possesso delle sorti calcistiche di questa città. Ripensando a quello che è stato c’è qualcosa che non rifarebbe e cosa invece le è rimasta impressa?
Rifarei senza dubbio tutto quello che ho fatto. Mi è rimasto impresso, ma non è un problema di Cosenza bensì del meridione d’Italia, l’insoddisfazione perenne di alcune persone. Il Cosenza ha stravinto lo scorso campionato ed ha nove punti in tre gare in quello attuale, eppure c’è gente insoddisfatta perché il risultato non è stato rotondo o per altri motivi. Insomma, si cerca sempre qualcosa di negativo. Credo che, per cambiare pagina, ci sia bisogno di cambiare la cultura sportiva. (Piero Bria)

Pubblichiamo di seguito la lettera inviata dall’amministratore delegato del Cosenza calcio, Pino Chianello, al quotidiano Calabria Ora e la risposta del direttore di CO, Paolo Pollichieni.

“Gentile direttore, dal titolo apparso in data odierna (16.9.2008 ndr) sul vostro giornale nelle pagine sportive, si coglie un senso: è come se avessi enunciato un principio e lanciato una sfida, comportamenti che non fanno parte assolutamente del mio modo di essere e di pensare. In verità, proprio per gli argomenti che ho voluto trattare, invece, ho paura di tutti: ho paura che le recenti norme emanate possano non eliminare le intemperanze di quei pochi teppisti che con i loro atteggiamenti stanno condizionando il futuro del calcio nazionale; ho paura che vengano emanate norme ancor più restrittive da parte degli organi preposti all’ordine pubblico; ho paura che attraverso il calcio non si veicoli l’immagine positiva degli imprenditori, delle istituzioni e degli sponsor che hanno investito nel Cosenza calcio; ho paura che tanti possano disertare gli incontri di calcio se non si ha la certezza di poterli vivere come uno spettacolo al quale possano partecipare le famiglie intere; ho paura che possano effettivamente essere aperti le carceri negli stadi (considerato che all’esterno non sono più sufficienti e si cerca di introdurre l’utilizzo del braccialetto elettronico anziché studiare progetti che consentano una buona prevenzione con rieducazione e recupero sociale delle devianze). Ho paura che tutto ciò possa disturbare la serenità di giocatori e tecnici professionisti e l’armonia della società Cosenza calcio 1914. Ecco perché non si deve perpetrare l’assalto alla DILIGENZA!”
Con stima
Pino Chianello (amministratore delegato Cosenza calcio 1914)


“Può capitare che un titolo (i giornali sono “giocattoli” che si montano e smontano rapidamente e l’errore è sempre in agguato) non sia coerente con l’articolo che deve sintetizzare. E’ accaduto e non abbiamo difficoltà a darne atto all’amico Chianello. Vedremo di evitare che l’errore si ripeta. Le convinzioni personali dei redattori sono, appunto personali, e non vincolano in alcun modo Calabria Ora, specialmente se vengono riferite in sedi diverse. Colgo l’occasione, però, per dire con la dovuta fermezza che CO ha stima ed attenzione per il lavoro svolto dalla dirigenza del Cosenza calcio in una situazione difficile dentro e fuori dal rettangolo di gioco ed in un momento non felice per il calcio, sia professionale che dilettantistico. Questo non significa rinunciare alla critica ed al pungolo, vuol dire invece che non ci sono, e dovessero esserci non troveranno spazio, pregiudizi e neanche tesi preconfezionate. La dirigenza del Cosenza è solida e tale auguriamo resti, anche se non ci sorprenderebbe scoprire che pure in presenza di risultati lusinghieri, come quelli sin qui ottenuti, non manchi il detrattore di turno o chi ha interessi a condurre un “assalto alla dirigenza”. Sul punto sento di dovere e potere tranquillizzare sia l’amico Chianello che i supporter del Cosenza, se “assaltatori” ci sono, non potranno mai contare sull’appoggio di CO. Su questo l’attenzione sarà massima anche perché Cosenza merita pienamente le soddisfazioni che l’attuale dirigenza le sta garantendo e soprattutto perché è solo per questa via che potrà arrivare il meritato ritorno sulla scena principale del calcio italiano da parte di una Società che ha lustro e storia ed ha pagato a carissimo prezzo le altrui debolezze”.
Paolo Pollichieni

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