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Elezioni Fipav. Si affilano i coltelli: alla luce del sole (pochi) e nell’ombra (tanti)

La Federazione Italiana Pallavolo si appresta a rinnovare i propri quadri: un rituale che svolge ogni quattro anni, su tutto il territorio nazionale. Si comincia eleggendo presidente e consiglieri dei Comitati Provinciali (intorno al 9 novembre, secondo le disposizioni dei vari comitati), si prosegue con le elezioni dei Comitati Regionali (presidente compreso) il 16 novembre prossimo e si conclude il tutto con l’elezione dei Consiglieri federali e del presidente nazionale, il 6 dicembre. Gli “elettori” sono le società sportive, che dovrebbero ricordarsi di essere “Proprietarie” e non semplici Utenti della Federazione. Esse hanno ha disposizione un numero di voti diverso a seconda del numero di campionati disputati: una società che disputa campionati di alto livello e vari campionati giovanili avrà un “peso” politico superiore alle piccole società. Questo dato, che qui abbiamo esposto in modo molto sintetico, spiega il formarsi di alleanze (o “cordate”, come si suole chiamarle oggi) per promuovere questa o quella candidatura. Un aspirante alla presidenza costruisce il proprio staff di consiglieri prima della votazione, perché poi i vari candidati al ruolo di consigliere verranno votati singolarmente. Al momento dello scrutinio, quindi, la cordata vincente vedrà i propri rappresentanti in cima alla classifica dei più votati. Potrebbe, comunque, verificarsi il caso di un consigliere della cordata perdente che prenda più voti di uno iscritto nell’elenco dei vincitori. Allo stesso modo, sempre in teoria, potremmo avere un candidato alla presidenza (i presidenti vengono votati in un’altra urna) che prenda più voti dei rivali e magari poi si trovi di fronte un Consiglio composto da consiglieri “nemici”. Per quanto riguarda la nostra regione, ben poche (per non dire nessuna) saranno le novità a livello provinciale: nei tre Comitati storici (Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria), il consenso che i tre presidenti provinciali hanno saputo creare e mantenere non lasciano adito a dubbi circa la rielezione dei presidenti uscenti (Calabrese, Grandinetti e Cormaci). Non si tratta solo di carisma e capacità (che certamente ci sono): questi navigati Amministratori hanno saputo creare un consenso ed un feeling con il proprio territorio di competenza che, almeno a livello locale, non sembra umanamente possibile scalfire. Quello che manca, soprattutto, è la voglia, da parte di molte società, di dare un seguito a mille mugugni di intolleranza di un intero quadriennio. State pur certi che il dirigente Tizio oppure il presidente Caio, che più o meno ad alta voce hanno espresso disaccordo oppure antipatie personali verso i vertici, quando si arriva ad una settimana dalle elezioni diranno, ancora una volta: «Presidente, fate voi!» Gli interessati, per quieto vivere o giù di lì, faranno finta di considerarli davvero degli alleati e avanti così! Queste alleanza locali, seppure pigre o poco ragionate, hanno poi il loro peso al momento di creare le vere cordate che contano, per le elezioni del Comitato regionale. Molte società sportive neanche si presentano a votare, nella giornata che dovrebbe essere la più importante della vita sportiva calabrese per un intero quadriennio: basterà semplicemente “delegare” altri presidenti societari (oppure il proprio presidente provinciale), consegnandogli una dichiarazione firmata. Questo porta alcuni Delegati ad avere un “peso” che poi può spostarsi di qua o di là con una velocità che fa restare spesso a bocca aperta chi è un po’ digiuno di nozioni sulla fisiologia della politica sportiva. Molti giochi vengono fatti alla luce del sole, soprattutto sulle candidature più importanti, cioè quelle che possono catalizzare più credito e consensi. Ma molti sono quelli fatti nell’ombra, con candidature “bruciate” per non perdere alleanze importanti o pacchetti di voti tali da far pendere l’ago della bilancia dal proprio lato. Ci è toccato vedere anche illustri esponenti del nostro volley far ruotare di 180 gradi, e in meno di ventiquattr’ore, la barra del timone. Spesso, giusto per capirci, un candidato Consigliere non viene messo in cordata per la sua professionalità in un determinato campo (settore giovanile, amministrazione, ecc.), ma ci viene messo perché “non è odiato” dal resto dei possibili alleati: un tranquillo ed anonimo dirigente societario ha più possibilità di essere eletto rispetto a valenti esperti di settore. Evidentemente, avere una personalità oppure un’evidenza mediatica è, spesso, un noioso ostacolo. Poi questo Consigliere Tal dei Tali, in quattro anni di mandato, sarà presente ad una riunione su dieci, per pigrizia o perché impegnato nel proprio lavoro, ma quello che conta era che quella cordata potesse beneficiare dei voti che egli “non aveva ostacolato”. Chiariamo, a scanso di equivoci, che gettoni di presenza e rimborsi dei vari consiglieri eletti non sono a carico dei cittadini (come le varie Caste ci hanno abituato a pensare), ma la Fipav si poggia sui proventi autonomi, che vengono sborsati dalle società sportive: ecco perché, in apertura, ricordavamo il ruolo preminente che dovrebbero avere le Società (stavolta urge la “S” maiuscola) rispetto ai loro delegati seduti sulle poltrone importanti. Il quadriennio che si chiude rappresenta, per la Calabria, un periodo in cui molto veementi sono stati quei “malcontenti e mugugni” cui si riferisce la “lettera aperta” scritta dalla Cosenza Pallavolo sul proprio sito ufficiale e che noi abbiamo riportato per intero. Di quei mugugni, qualcuno era azzeccato e ben argomentato, ma tanti altri erano molto pretestuosi ed interessati: perdevano credibilità non tanto per l’argomento trattato, quanto per il fatto di provenire da chi avrebbe voluto far parte del Consiglio in carica e non vi era riuscito, vedendo svanire un eventuale e remoto tornaconto intravisto con innata malizia. Anche la Cosenza Pallavolo, che aveva avanzato proposte assai interessanti rimaste inascoltate o poco valutate, si aggiunge al coro, ma non dimentichiamo che questo Consiglio uscente era nato con l’appoggio politico del potente sodalizio cosentino. Cosa succederà, ora? Intanto, il presidente uscente, Carmelo Sestito, dovrebbe ricandidarsi, forse con uno staff molto diverso, a torto o a ragione, da quello attualmente in carica. Candidature alternative, dopo i “rumors” su candidature di noti giornalisti reggini, dovrebbero essere ufficializzate a breve, anche se nomi anche autorevoli (ad esempio, l’ex arbitro reggino Marcello Cammera) sono argomento di conversazione da molto tempo nelle cene di lavoro in tutta la regione. Molto forte, intanto, la probabile futura candidatura del presidente Callipo come Consigliere federale: una candidatura molto gradita a Roma e dintorni che avrebbe, comunque, la simpatia anche di chi, a livello locale, si considera su altre sponde. Ma tanti giochi sono aperti, per non dire tutti: mancano quasi due mesi al voto regionale ed ora più che mai, per le tutte le candidature, vale il motto notissimo negli ambienti ecclesiastici: «Al Conclave, chi entra già Papa esce cardinale». (Sergio Lionetti)

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