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“Cobra” Galantucci non fa drammi: “Io fuori? L’importante sono i tre punti”

“Cobra” Galantucci non fa drammi: “Io fuori? L’importante sono i tre punti”

Il capocannoniere del Cosenza domenica ha applaudito i compagni dalla panchina e scherza sul suo personale score: “L’ultima volta che mi sono fissato un obiettivo andò male”.

galantucci.jpgLeggendo la formazione dalla tribuna del “Nazareth” in molti avranno esclamato il nome di Galantucci, chiedendosi perchè non fosse tra gli undici titolari. Mimmo Toscano però gli ha concesso un turno di riposo e lui in massima tranquillità si è accomodato in panchina incitando i compagni dal primo al novantesimo. “Tutti vorrebbero sempre giocare – ammette – ma il tecnico ha a disposizione una rosa ampia, normale che capiti di stare fuori. L’importante però è la vittoria finale e ad Isola Liri  sono arrivati ancora altri tre punti da mettere da parte. Essere in 24 e tutti sullo stesso piano è un motivo in più per lavorare sempre meglio e dare il massimo ogni qual volta che si viene chiamati in causa”. Al suo posto il trainer reggino ha schierato Bernardi, modificando il modulo di gioco. “Cobra” è però un calciatore duttile e può ricoprire tutti e quattro i ruoli offensivi. “Abbiamo adottato, prima dell’ultimo turno di campionato, sempre il 4-4-2 – continua Galantucci – mentre domenica dietro Polani hanno agito tre trequartisti. Non sono una prima punta e spesso mi abbasso io a prendere palla, quindi potrei giostrare ovunque: non mi precludo nessuna opportunità”. Sinora ha fatto coppia quasi sempre con Polani. “Con Enrico abbiamo raggiunto una buona intesa – spiega – soprattutto perché siamo stati schierati più volte contemporaneamente. Non ho ancora avuto il piacere di operare al fianco di Cantoro, mentre quando ho dialogato con Danti siamo andati quattro volte a bersaglio (a Potenza, ndr)”. Il prossimo impegno si chiama Val di Sangro ed Alessio ne teme la compattezza. “Chiunque scenda al San Vito lo fa con uno spirito ben preciso, per noi non sarà facile e servirà il migliore Cosenza”. Bella, infine, la risposta alla domanda che gli chiedeva se si fosse prefissato un numero minimo di realizzazioni. “No, perchè quando l’ho fatto è stato un disastro”.    (Antonio Clausi)

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