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De Rose: quando si lavora di muscoli, anzi di “polpacci”

Il mediano invita tutti a restare con i piedi ben saldi a terra e racconta la sua amicizia con Profeta: “E’ un ragazzo d’oro e quando rientrerà Toscano disporrà di un’altra freccia per il suo arco”.

de_rose_orgoglio_cosentino.jpgAll’inizio faceva l’ala pura e giocava largo a destra nel 4-2-3-1. A volte ha svolto anche mansioni di seconda punta, insomma di difendere non ne voleva proprio sapere. “Poi successe che Rigoli mi spediva in tribuna troppo spesso – ricorda – e per giocare ho dovuto cambiare ruolo”. Menomale, aggiungerebbe a posteriori Mimmo Toscano. De Rose oggi è uno dei migliori centrocampisti di rottura della Seconda Divisione e per lui i voti alti in pagella fioccano ogni domenica. Rubare palloni, mordere le caviglie e rincorrere gli avversari sono il suo pane quotidiano, ma a sentirlo, le buone prestazioni sono anche merito degli altri. “Tutti i compagni mi mettono nelle condizioni per fare bene – ammette – e giocare al loro fianco è facile”. Con Spinelli compone la coppia chiamata a distruggere il gioco degli avversari, ma prima di averlo vicino, Ciccio conosceva l’argentino solo per le sue doti da regista. “Non credevo sapesse fare bene anche la fase di non possesso – ammette – e scoprirlo lottatore è stata una piacevole sorpresa. Appena sarà al 100% vedremo un gran bel calciatore”. Un altro che si ritroverà vicino sarà Antonino Profeta. L’ex Siracusa sta cercando la forma migliore, ma teme l’impatto con la LP2. “Fuori dal campo siamo molto amici – continua De Rose – e spesso e volentieri mi esprime dubbi sulle sue qualità, cosa emotivamente comprensibile dopo un infortunio così grave. Ma sappiamo tutti che è molto bravo, la società crede in lui e anche i tifosi ricordano le sue prestazioni in maglia aretusea. Essere in tanti per una casacca da titolare, non fa altro che stimolarci ancora di più”. L’avvio del Cosenza è stato a razzo, cinque su cinque come solo il Benevento (che l’anno scorso arrivò a sette) prima dei rossoblù. “In tutta onestà non credevo nell’ein plein, pensavo di racimulare qualche pareggio in più in trasferta. Sono felice soprattutto per il mister”. Domenica il San Vito indosserà l’abito buono. “Sarà uno spettacolo – conclude – e non possiamo fallire…ma mi auguro di cuore che non succeda come con il Rosarno e con la Nocerina: spalti pieni, saccoccia vuota”. Sì, speriamo davvero di no!    (Antonio Clausi)

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