Tutte 728×90
Tutte 728×90

Occhiuzzi: “Maledetto infortunio”

Occhiuzzi: “Maledetto infortunio”

Il giocatore, in un’intervista esclusiva rilasciata a cosenzachannel.it, parla del momento difficile che sta attraversando: “Non ce la faccio più a stare fuori”. E sul futuro non si nasconde: “Mi piacerebbe allenare e aprire una scuola calcio”.

occhiuzzi_sotto_la_sud.jpgEssere lì, a due passi da un pallone che rappresenta tutto per un giocatore. Guardare i compagni che giocano ma non poter partecipare. Il momento di Roberto Occhiuzzi (29) lo si capisce dallo sguardo assorto nel vuoto. E’ uno dei momenti più difficili della sua carriera. Il tutto dovuto ad una lesione muscolare al quadricipite che lo sta tormentando dal 19 ottobre scorso, ossia dalla gara giocata al San Vito contro l’Aversa Normanna. Da quel giorno riposo e fisioterapia per cercare di rientrare al più presto. Un infortunio arrivato proprio in vista del big-match contro il Gela e che non gli ha permesso neppure di essere presente contro la Scafatese. Purtroppo, anche domenica il “principe” dovrà guardare i compagni dal di fuori (la speranza è che non lo faccia da bordo campo vista la multa rimediata dopo la gara di domenica scorsa).
Un momento difficile che è destinato a durare ancora per un po’.
Purtroppo è così. E’ dura, ma è così. Credetemi, per me è difficile stare fuori e guardare i miei compagni dare tutto per conquistare la vittoria. Non ce la faccio più. E purtroppo non riesco a nasconderlo. Anche i miei compagni non mi sopportano più.
Negli ultimi anni mai era stato fermo per così tanto tempo.
Confermo. A Rende ho avuto il peggiore infortunio ma giocavo ugualmente. Ricordo un derby con la Vigor Lamezia dove, dopo aver fatto gol su punizione, nell’esultare lo feci zoppicando vistosamente. Fatto curioso ma che mi porto dietro a testimonianza di come nulla e nessuno riusciva a fermarmi. Adesso, però, è diverso. All’epoca si trattava di un problema al ginocchio, più precisamente al menisco. Giocai tutta la stagione e mi operai a fine anno. Ora, invece, è il muscolo ad essere interessato. E’ giusto che mi sia fermato altrimenti ne avrei pagato seriamente le conseguenze.
Senza di te sembra mancare qualcosa al Cosenza, al di là della vittoria e del primato conquistato.
Non credo che sia così. Chi sta giocando oltre a dare il massimo sta facendo anche bene. Prendo Danti come esempio. Ha giocato una grande partita contro la Scafatese. Sono contento per lui e per la squadra. Se è vero che nella prima frazione abbiamo avuto difficoltà, bisogna dare atto che nella ripresa siamo usciti fuori e abbiamo dimostrato il nostro reale valore.
Dopo Gela, qualcuna delle pretendenti al grande salto si aspettava un vostro calo. E invece…
“E invece non è stato così. Ma ne ero certo. Da Gela siamo tornati ancora più forti. E credo che lo stesso Gela, alla fine della gara vinta contro di noi, si è reso conto della forza del Cosenza. E’ stato in quel frangente che i nostri avversari hanno capito che siamo i più forti. E non lo dico tanto per dirlo. La gara giocata in Sicilia è stata emblematica.
Sei tornato in C2. Lo hai fatto con il Cosenza. Che campionato hai trovato rispetto all’annata di Rende?
Diverso, più equilibrato. In particolar modo le squadre di bassa classifica. Ho notato che sono molto più organizzate. E sicuramente questo deve esserci insegnamento. Bisogna sempre essere concentrati. Nessuno ti regala niente.
Similitudini, invece, tra il campionato passato e quello in corso?
Il gruppo, senza ombra di dubbio. L’anno scorso vincevi facile e poi avevi l’obbligo di dover vincere. Quest’anno sei forte. Sei consapevole che qualora dovesse arrivare una sconfitta riusciresti comunque a rialzarti e riprendere la marcia. Questo significa maturità, carattere, essere squadra coriacea.
L’arma in più del Cosenza?
I giovani. Sono il futuro di questa squadra. Non credo che in giro ci siano tante squadre che possano contare sull’apporto di giovani talenti come Danti, Fabio, De Miglio, De Rose solo per citarne alcuni. Faccio i complimenti alla società che, se è vero che è stata costretta a vincere sin da subito, è riuscita comunque a progettare. E nel calcio quando semini raccogli sempre.
Un aggettivo per definire il Cosenza di quest’anno?
Potrà sembrarvi strano ma per me è “bello”. Questa squadra mi piace da impazzire. Mi entusiasma.
Non credi che si parli poco dei meriti di Toscano e si mettano invece maggiormente in evidenza i difetti?
Sono d’accordo. Il mister non è uno che vuole stare al centro dell’attenzione. L’importante, però, è che avverte la nostra stima e vi assicuro che è stato bravo lui a conquistarsela. E’ l’uomo giusto al posto giusto. Sono i numeri che parlano per lui.
Un pregio di mister Toscano?
Farti arrivare alla partita concentrato, carico al punto giusto. Lo fa così bene che, quasi quasi, rischia di farsi odiare. Comunque vi assicuro, è un tecnico molto meticoloso.
Poco più di un anno in maglia rossoblù. Tiriamo le somme?
Quando ho scelto Cosenza l’ho fatto con il cuore, lo assicuro. Ricordo quando, ancora giovane, non mi fu data una chance per mettermi in mostra. Era la serie B, un campionato difficile, eppure mi sono ripromesso che sarei tornato. Così è stato. Ma attenzione, il mio ritorno non è stato un punto d’arrivo. E’ stato difficile per me stare lontano da casa per molti anni. Eppure in questi quindici mesi di Cosenza ho colmato quel vuoto che ho lasciato.
Uno sguardo al futuro. Occhiuzzi allenatore è un’utopia?
Assolutamente no, anzi. In molti mi dicono che sarei già pronto. Ovviamente, però, penso a giocare che è meglio. Posso assicurare solo una cosa: quando avrò finito mi aprirò una scuola calcio. Questo si, è il mio vero sogno nel cassetto. (Piero Bria)

Related posts