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Volley B2 M. Salta la prima panchina di una calabrese

Volley B2 M. Salta la prima panchina di una calabrese
La Mymamy Reggio Calabria (girone “I” della B2 maschile) rompe il rapporto con Pasquale Bosco

La notizia è venuta fuori nelle ultime ore, ma era già nell’aria da qualche giorno. Fonti vicinissime a chi decide le cose nella Città dello Stretto, infatti, parlavano di notevoli malumori legati non tanto all’aspetto tecnico (Bosco, infatti, è uno dei migliori allenatori calabresi), quanto per l’approccio psicologico nei riguardi della squadra.

La Mymamy, dopo quattro giornate del campionato di B2 maschile, si trova al sesto posto in classifica, con 7 punti, frutto di due vittorie (3-0 con Volley Stabia ed Essepiauto di Mazara del Vallo) e della sconfitta al tie break, nella gara di esordio, sul campo del Messina. Ma quello che forse ha pesato di più, nelle decisioni della società è stata la netta sconfitta nel derby con il Graphic Neon Catona, alla terza di campionato.
La rottura di questo rapporto (si voglia o non si voglia parlare di “esonero”) è comunque una sorpresa, restando al discorso tecnico: la Mymamy aveva puntato ad occhi chiusi, dopo aver acquistato i diritti sportivi dal Paola, sul giovane allenatore cosentino, allestenpasquale_bosco.jpgdo una squadra che poteva puntare molto in alto.
Al gruppo si era poi aggiunto l’esperto palleggiatore D’Angelo, che con Bosco aveva stretto un ottimo rapporto ai tempi di Bisignano. Questa decisione aveva di molto penalizzato quello che sembrava dovesse essere il regista titolare, Peppe Albanese, relegato al ruolo di secondo alzatore. Evidentemente, però, non era destino che il 25enne atleta di Palmi dovesse restare in quella squadra, perché lui è la seconda “vittima” di questo cambio di rotta: anche Albanese farà le valigie verso altri lidi.
Bosco (che vediamo sorridente, nella foto, ai tempi felici di Bisignano), ricordiamolo, ha un curriculum di tutto rispetto. Comincia con Carmelo Perrotta a Paola, in serie C, allenando “in incognito”: lo ricordiamo, non ancora tesserato, che dava consigli alla squadra urlando gli ordini dalla tribuna della palestra di Contrada S. Agata.
Poi è il “secondo” di Giandomenico Dalù a Rende, con la Milani, e poi eccolo a Cetraro, come assistente di nello Mosca, da cui forse eredita qualche  controproducente “spigolo” caratteriale. Infine il vero salto di qualità, a Corigliano, come vice di Camillo Placì (fummo noi a fare il suo nome) nel primo anno di B1 della squadra jonica.
Subito dopo, eccolo ai suoi primi impegni da primo allenatore: a Bisignano ottiene la promozione in B1 con un distacco schiacciante e poi sfiora i play off verso la serie A2.
Infine un anno a Squinzano, dove la squadra si toglie un sacco di soddisfazioni contro “squadroni” nati per dominare il campionato.
Poi la chiamata a Reggio, quest’estate. Il resto lo sapete già. (Sergio Lionetti)

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