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Parla Aita, l’ultimo Re del derby. “Il mio erede? Sarà Roberto Occhiuzzi”

Ventitre anni fa l’ultima vittoria dei silani contro il Catanzaro. A firmarla fu un gol del cetrarese che lunedì prossimo sarà al San Vito per incitare i rossoblù alla vittoria.

alberto_aita_foto_rosito1.jpgL’ultima vittoria del Cosenza contro il Catanzaro è datata 6 aprile 1985. Ventitre anni sono passati da quel gol di Alberto Aita (a sinistra foto Rosito) che diede al Cosenza la possibilità di gioire. Era un pomeriggio caldo in un San Vito stracolmo (17.000 gli spettatori presenti) che sprigionava gioia da tutti i pori. Un pomeriggio che Alberto Aita non ha mai dimenticato. A sette giorni dal derby cosenzachannel.it lo ha intervistato e dedicherà, in questa settimana che precede la sfida con i giallorossi, uno speciale sull’ultimo “Re del Derby”. La vita di Aita da quel giorno è cambiata. Perché a Cosenza, un gol segnato ai “cugini”, vale più di ogni altra cosa.
Alberto, se dico Cosenza-Catanzaro?
La mia mente va indietro nel tempo. Sono passati più di venti anni, mamma mia. Eppure ogni qualvolta ci penso, non posso far altro che ripensare a quel gol, a quell’attimo. Penso alla festa, alle bandiere. Cosenza-Catanzaro non è mai stata una gara come le altre, un derby come altri. Intorno a questa partita c’è sempre stato quel qualcosa di particolare che la rende speciale, unica. Ricordo la settimana che precedeva il derby. Erano tutti in fermento: società, tifosi, squadra. Dovunque andavi si parlava del derby, dovunque andavi la gente chiedeva di fargli un regalo.
Un piccolo record che resiste da ventitre anni. Un po’ tanti non credi?
Beh, da una parte mi fa piacere perché sono rimasto nel cuore dei tifosi per tanto tempo. Dall’altra significa che, purtroppo, di gioie ce ne sono state ben poche. Sono certo, però, che ogni cosa ha un inizio e una fine. Ragion per cui lunedì è arrivato il momento di sfatare questo piccolo tabù. E non posso che augurarmi che sia un altro cetrarese a fare gol. Ovviamente mi riferisco a Roberto Occhiuzzi. Vuol dire che è destino e si darebbe continuità alla storia. (Piero Bria)
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