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Aspettando Cosenza-Catanzaro: Aita, “Quel gol mi ha cambiato la vita”

Aspettando Cosenza-Catanzaro: Aita, “Quel gol mi ha cambiato la vita”

Seconda parte dell’intervista che cosenzachannel.it ha dedicato all’ultimo “Re del Derby”. Fu suo l’ultimo gol che regalò il successo al Cosenza nel derby contro il Catanzaro.

alberto_aita_foto_pescatore.jpgDal 6 aprile 1985 ad oggi ne è passato di tempo. Ventitre anni che hanno segnato la vita di Alberto Aita. L’ultimo “Re del Deby” compirà 49 anni il prossimo 5 gennaio. Nato a Cetraro nel 1960, Aita si consacrò come calciatore proprio a Cosenza. La squadra rossoblù fu per lui un trampolino di lancio. Ma di Aita i tifosi rossoblù portano dentro quel gol che il 6 aprile del 1985 permise di vincere il derby contro il Catanzaro. Da quel giorno il cetrarese si è impadronito della storia del Cosenza ed è diventato l’idolo della città. Il destino ha voluto che fosse proprio lui a mettere il sigillo su quella partita. E, come lui stesso ha sottolineato nella precedente intervista a cosenzachannel.it “la speranza è che la storia si possa ripetere con un gol di Occhiuzzi, cetrarese doc”.
Alberto, raccontaci come si viveva a Cosenza la settimana di vigilia del derby.
Tensione a mille. Ricordo che avevamo paura di aver caricato troppo la partita. Del derby se ne parlava già da tempo. Ma la settimana prima della gara era una cosa incredibile. Dovunque ti giravi ti ricordavano che c’era un derby da vincere. C’è da dire che sentivamo in maniera particolare quella partita perché la gara d’andata era stata molto particolare. A Catanzaro, infatti, ci furono incidenti prima, durante e dopo il match. Ragion per cui i nostri tifosi ci caricavano ancora di più. Non era facile mantenere la calma, allenarsi normalmente come se fosse una gara uguale alle altre. Cosenza-Catanzaro non sarà mai una gara, un derby come altri. E’ il derby, la partita! Per quanto mi riguarda ricordo che ero caricato a mille. Per non parlare di alcuni miei compagni che lo vivevano per la prima volta. Non potrò mai dimenticare, all’entrata in campo, quella coreografia, quel bandierone che copriva tutta la tribuna B. Fu una sorpresa per tutti noi. L’adrenalina il quel momento era al massimo. Quel calore ci diede la possibilità di tramutare la paura, la tensione in energia positiva. Fu quella la scintilla che ci diede il là per la vittoria finale.
Vittoria che arrivò grazie ad un tuo gol. Per te fu una gioia immensa?
Un’emozione unica, impareggiabile. Qualcosa che ti rimane dentro per sempre. Che segna la tua vita in positivo. Fu un gol che non potrò mai dimenticare. Un’azione corale con Petrella bravo a trovare il tempo giusto per lanciarmi a rete. Ricordo che in quel frangente mi buttai nello spazio senza pensare a nulla. Ricevetti la palla al limite dell’area vicino il vertice sinistro. Non ci pensai su due volte e decisi di tirare col sinistro, piede a me tutt’altro che congeniale. Eppure risultò il colpo vincente ma si trattò anche di un colpo di fortuna perché la sfera passò sotto le gambe del portiere. Segnato il gol ricordo quel boato. Quell’esultanza della gente che mi riempì il cuore di gioia e che cambiò per sempre il mio rapporto con Cosenza. (p.b.)
continua 2/3

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