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Cosenza-Catanzaro: i precedenti

Cosenza-Catanzaro: i precedenti

Lunedì di scena il 44° derby di Calabria. Al San Vito 19 precedenti in campionato: 8 vittorie, 8 pareggi e 3 sconfitte. L’ultima gioia è datata 6 aprile 1985.

cosenza_88_foto_pescatore.jpgIl Catanzaro ha giocato nella Città dei Bruzi, in partite di campionato, ben 19 volte (in totale sono 43 le gare giocate comprese le cinque in Coppa Italia). Il bilancio è favorevole alla squadra silana con otto vittorie, otto pareggi e tre sconfitte. 30 le reti fatte e 19 quelle subite. Sei le partite disputate in serie B, nove in serie C, tre in prima divisione ed una in quarta serie. Il primo derby nella stagione 1930-31 in prima divisione: la gara, prevista per l’11 gennaio, fu rinviata per impraticabilità di campo. Il recupero, inizialmente predisposto per il 25 gennaio subì un ulteriore rinvio, sempre per impraticabilità del terreno di gioco. Nella circostanza si registrava uno spiacevole episodio di cronaca : nei pressi del Grand hotel si sviluppava un increscioso tafferuglio tra alcuni scalmanati accompagnatori del Catanzaro ed un gruppo di facinorosi tifosi cosentini. L’azione di pochi sconsiderati non offuscava le tradizioni delle due città ma gettava un seme di discordia lento a morire. Recuperata il 22 febbraio. Dopo un avvio equilibrato il Cosenza va a segno con Briano che finalizza a rete a coronamento di una bella discesa del quintetto offensivo rossoblu. Il Catanzaro reagisce e Costa consegue il pareggio con un tiro improvviso scagliato da circa 30 metri ma, prima dell’intervallo, i “lupi” si riportano in vantaggio con Ferraris. In avvio di ripresa il Cosenza resta in inferiorità numerica: Costabile, per uno scontro di gioco con Pria, è costretto a lasciare il campo a causa della rottura della clavicola e Zuccaro lo rimpiazza tra i pali. Costretti a subire il ritorno delle “aquile”, che producono il proprio sforzo offensivo, i “lupi” si arrendono al 71′ con il solito Costa che riequilibra le sorti dell’incontro trasformando dagli undici metri. La prima vittoria rossoblu è datata 13 marzo 1932: dinanzi ad un pubblico numerosissimo, in un’atmosfera di irrefrenabile entusiasmo, i “lupi” ottengono una netta ed indiscussa vittoria, contro un forte avversario che mai fino ad oggi aveva piegato il capo ad una così dura disfatta. Battuto ogni record d’incasso al “Città di Cosenza”. In avvio di gioco il Cosenza va subito a segno: dopo uno scambio tra Olivini e Masi, la sfera giunge a Perazzi che indirizza a rete, sulla traiettoria s’inserisce Olivini e devia in rete. Gli ospiti non ci stanno e si riversano all’attacco alla ricerca del pari, ma ogni velleitaria azione offensiva s’infrange sul muro costituito da Gallino e Gustincich. Al 21′ il piccolo Cattaneo raddoppia scagliando in rete un pallone ricevuto dall’ottimo Olivini e per le “aquile” diventa tutto più difficile. Il ricorso sistematico al gioco duro non premia la Catanzarese costretta a subire le irriverenti incursioni dei silani: Staccione annulla il velocissimo Ferrari e Vay pare un cerbiatto, fa le capriole e stordisce il povero Paniati. Le “aquile” non demordono e cercano reiteratamente di colpire alle spalle. Santini, Masi e Gustincich ricorrono alle cure del medico ma in chiusura di tempo il Cosenza fa tris: Perazzi si lancia sulla corsia esterna e crossa preciso per Olivini che insacca una rete capolavoro. Nella ripresa, i giallorossi invadono l’area cosentina, Zoccola ne esce con lo zigomo spaccato, ma per i catanzaresi c’è poco da fare; Olivini di li a poco penserà a vendicarlo con la quarta rete. Con un’azione fulminea, Masi scende velocissimo e porge a Santini che crossa, Olivini entra d’anticipo ed infila l’angolo alla destra dell’esterrefatto Gabardi. Il Cosenza, a questo punto si abbandona all’accademia ed i giallorossi si lasciano andare a scene di nervosismo; a farne le spese è Masi che all’86’ è espulso per un’ennesima carica violenta. Al fischio di chiusura una folle incredibile plaude al chiaro successo dei rossoblu: una partita memorabile. Nel 1945-46 la seconda vittoria per 4-2; dal 1948-49 al 1951-52 il Cosenza vince quattro volte di seguito: 2-1, 2-0, 2-0, 3-1. Dopo 12 anni, nel campionato di serie B 1963-64, arriva la settima vittoria: in due minuti le “aquile” sono stordite dalle reti di Meregalli su girore (23′) e da Campanini (25′). Bagnoli a cinque minuti dal termine realizza la rete della bandiera. Le due squadre non si incontrano più per ben 21 anni. Il 6 aprile 1985 è una data storica: in un pomeriggio caldo e sciroccoso, davanti a circa 17.000 spettatori, vince il Cosenza per 1-0. Pasqua di risurrezione per i rossoblu e amarezza per gli evanescenti giallorossi. Avvio veemente dei “lupi” che stringono d’assedio i giallorossi. I primi quindici minuti sono un monologo dei silani che sfiorano ripetutamente il vantaggio. Nelle battute iniziali, Marulla semina Mauro, supera Imborgia e Sassarini e crossa al centro: la palla  è per Tivelli che lascia sfilare per Petrella la cui conclusione è ribattuta. Qualche minuto dopo, un bolide di Tivelli, su calcio di punizione, fila verso l’incrocio dei pali e Bianchi è costretto a smanacciare in angolo. Il Cosenza non dà tregua al Catanzaro che appare frastornato ed incapace di reagire. Quando la gara sembra stia per assumere un maggiore equilibrio il Cosenza passa in vantaggio: è la rete decisiva. Cavazzini conquista la palla poco oltre la linea mediana e lascia proseguire Petrella. Il capitano rossoblu serve in area Aita che lascia rimbalzare la palla e, con un preciso diagonale di sinistro, batte Bianchi. Rendere l’idea di quello che accade sugli spalti, al gonfiarsi della rete, non è cosa semplice. Un lungo boato scuote le gradinate dello stadio che sembrano in preda ad una scossa tellurica; una scena indescrivibile che lascia sbigottiti. Un cratere rossoblu in continua eruzione. Al triplice fischio finale, i giocatori cosentini ed il loro allenatore si schierano al centro del campo e, quindi, si avvicinano alla tribuna B, per ringraziare i generosi “ultrà” per il loro incessante incitamento. Nel dopopartita, si registrano dichiarazioni di fuoco del Presidente giallorosso Pino Albano: «Siamo stati accolti in un clima di autentico terrorismo ed intimiditi prima e durante l’incontro: spero vivamente che il Catanzaro non incontri più il Cosenza per almeno i prossimi vent’anni». Non sarà purtroppo così. L’ultimo incontro (0-0) è datato 22.10.89: all’87’ Storgato colpisce in pieno la traversa, strozzando in gola l’urlo di gioia dei quattordicimila tifosi presenti. (Ernesto Pescatore)

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