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Macalli: “Sarà un futuro di fallimenti”

Macalli: “Sarà un futuro di fallimenti”

Il presidente della Lega Pro è diretto: “Il calcio è un’azienda in fallimento. Non capisco come abbiano fatto Messina e Pescara ad iscriversi con un indebitamento di 45 e 11 milioni di euro”.

macalli.jpgIl presidente della Lega Pro, Mario Macalli, è stato intervistato da Sky Sport 24. Si trattava di uno speciale dedicato alla crisi del nostro calcio. Anche per l’improbabile numero di club iscritti, che sono addirittura 90. I punti focali dell’intervista sono stati diffusi dall’agenzia di stampa AGI e li riassumiamo. Macalli è perfettamente consapevole che sono tante (troppe) le squadre in difficoltà in questo inizio stagione. E che rischiano seriamente di non riuscire a concludere i rispettivi campionati. “Il Messina? Mi chiedo come ha fatto a giocare campionati di A e B con debiti di 45 milioni di euro. Chi doveva controllare cosa ha fatto? Il Pescara ha 11 milioni di indebitamento, ma qualche mese fa a queste società è stato consentito iscriversi. Li hanno fatti in pochi mesi questi debiti? Sono cose che mi impressionano. Le posizioni di club come Venezia e Legnano invece sono difficili ma possono trovare soluzioni. Credo che alla fine dell’anno piangeremo molti club, perché non riusciranno ad ottenere l’iscrizione per il prossimo campionato”. E ha aggiunto: “Lo scorso anno avevo detto che sarebbero fallite dieci squadre e ho indovinato il numero. Quest’anno la vedo molto male. In una situazione di crisi generale in cui mancano i soldi per portare avanti le aziende, non credo che gli imprenditori investano ancora tanto nel calcio. Il nostro è un mondo che ha un indebitamento notevole, è in difficoltà, i costi superano i ricavi. L’unica cosa che mi dispiace è che questo è un mondo che non vuol prendere atto di questo e nessuno vuole sedersi su un tavolo per discuterne. Il calcio è un’azienda che sta fallendo. Nessuno vuole fare l’amministratore unico dei club professionistici italiani – ha proseguito Macalli -. Il lavoro federale è quello di dare indirizzi. C’è un grande calcio che deve andare per conto suo, ma gli altri devono fare da sé. Non capisco perché un club di B deve avere risorse dalla serie A che le produce. Sotto la B c’è Lega Pro con 90 squadre, si dice che sono troppe, ma io dico che sotto di noi ci stanno 162 squadre di un mondo che viene chiamato dilettantistico ma che in realtà non lo è”. Uno dei motivi della crisi secondo Macalli deriva dai costi troppo elevati. “Noi paghiamo troppo. Abbiamo un costo di lavoro elevato e non abbiamo ricavi. Gli stipendi sono molto alti, anche se l’Aic sostiene il contrario. Le società spendono troppo e la cosa più grave, senza critiche agli imprenditori che con i loro soldi fanno ciò che vogliono, è che paghiamo troppo per dei giocatori che non producono nulla. Non abbiamo giovani ed è difficile anche mettere insieme 30 giocatori per le nostre selezioni”. Il presidente Macalli è tornato sulla ricetta che da tempo propone per sanare questa crisi, vale a dire la ristrutturazione dei campionati di calcio. Un  argomento all’ordine del giorno anche nel prossimo consiglio federale il 18 dicembre. “Io penso che ci debba essere una Lega che governi il grande calcio, quello di serie A che fa spettacolo. Poi sotto vedo due gironi a 18 squadre di serie B e ancora sotto 3 gironi da 18 in Lega Pro”. (c.c.)

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