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Mercato: la Vigor torna su Sergi. Barletta: tre rescissioni

Mercato: la Vigor torna su Sergi. Barletta: tre rescissioni

La squadra alla ricerca di una punta pensa al giocatore che, due anni, riuscì a far innamorare i tifosi. In Puglia si muove qualcosa su tre fronti.

azione_di_gioco.jpgLa Vigor Lamezia, che arranca all’ultimo posto in classifica, vorrebbe riportare in Calabria Michele Sergi (32). L’attaccante di Galatina aveva infatti vestito la maglia biancoverde due stagioni fa, prima delle esperienze di Varese e di quella attuale al Francavilla Brindisi (serie D). Per ora c’è stato solo qualche contatto tra le parti.
Il Barletta ha annunciato una triplice risoluzione contrattuale. Salutano il club biancorosso il difensore Donato Vittorio (24) ed i centrocampisti Damiano Omar Gesto Millan (28) e Pietro Zotti (28).
Potrebbe materializzarsi un passaggio di proprietà a Noicattaro al termine della stagione. Il presidente rossonero, Enrico Tatò, ha confermato, dopo la gara interna con l’Aversa, la trattativa in corso con il massimo dirigente del Liberty Bari (Eccellenza pugliese) Nicola Canonico, imprenditore di Palo del Colle arrivato la scorsa primavera alla guida della società biancazzurra. “Il contatto c´è stato, vedremo cosa potrà accadere. Di certo il sottoscritto è stanco. Però ho una missione ben precisa da compiere: salvare il Noicattaro”, ha precisato Tatò.
MANFREDONIA. Il presidente uscente del Manfredonia, Angelo Riccardi, invece ha incontrato alcuni rappresentanti della tifoseria ribandendo che, nonostante le dimissioni, non abbandona la società, la cui situazione è sana pur nel bisogno di nuove risorse finanziarie. Il club ha emesso  un comunicato, tramite sito ufficiale, con il quale viene fatto il punto della situazione. “Dopo circa cinque anni di presidenza, per l’insostenibilità dei molteplici impegni cui devo far fronte, ho posto il problema della fine del mio mandato. Non della fine della Società perché la mia dedizione e la mia passione per i colori biancocelesti non sono venuti meno e non verranno mai meno. Per il Manfredonia, nel bene e nel male, ho cercato di dare il massimo e molto ho ricevuto: critiche, lettere anonime, indagini, diffamazioni a mezzo stampa, ecc. Non ho fatto il presidente con i soldi degli altri ma, in qualità di socio, ho messo danaro di tasca mia (vedi verbale dell’assemblea dei soci del 14 novembre 2008). A giugno ho comunicato formalmente le mie dimissioni. Mi sono dimesso ma per senso di responsabilità non ho abbandonato la Società. Da mesi ho ripetuto in tutti i modi e in tutte le occasioni che sono disposto a continuare a fornire il mio contributo per il ruolo che la Società vorrà assegnarmi, se lo riterrà opportuno. Ciò che non posso più fare è svolgere il compito di presidente della società che richiede un impegno a tempo pieno di cui, ovviamente, non dispongo. Il Manfredonia Calcio, come tutte le società calcistiche, si finanzia con le risorse che provengono da: Soci – incassi – sponsorizzazioni – contributi della Federazione. Se viene meno una di queste fonti, una società chiude il bilancio in perdita e qualcuno deve ripianare quel deficit. Per l’ultimo bilancio della stagione 2007/2008, grazie al conferimento dei soci in conto aumento di capitale per un importo di 712 mila Euro, sono state ripianate le perdite che ammontavano a circa 622 mila Euro e, per differenza, si è determinato un attivo patrimoniale ( vedi verbale dell’assemblea dei soci del 14 novembre 2008). Qualche ottimista pensa che se fossimo in testa nella classifica la situazione economica sarebbe secondaria ma non è così. Sono i soldi che fanno la squadra e non viceversa. Per queste ragioni, facendo di necessità virtù, abbiamo deciso di puntare su una squadra di giovani calciatori. Ho chiamato Pavone alla guida della nostra compagine perché credo nel progetto giovani. Ho sbagliato sul piano del risultato sportivo con una amarissima retrocessione e me ne assumo le responsabilità anche se mi aspettavo un gesto di condivisione di questa responsabilità. Non ho sbagliato, invece, sul piano economico-gestionale: abbiamo ridimensionato le spese, la società è sana, abbiamo un attivo patrimoniale e, fino a quando ci sono le condizioni, manteniamo i nostri impegni economici, ivi compresi gli stipendi per tutti i dipendenti. Ora, per far fronte agli impegni della nuova stagione, nell’assemblea dei Soci del 14 novembre 2008, verbalizzata con atto notarile, è stato proposto ai soci di aumentare il capitale sociale di ulteriori 800 mila euro. Entro un mese conosceremo, sulla base delle sottoscrizioni effettuate, l’ammontare del nuovo capitale. È questo il fallimento di cui si parla e si sparla? Ma non è forse questo il problema di tutte le società, che ad ogni stagione devono dotarsi delle risorse necessarie per affrontare il campionato? Non c’è niente di oscuro, nella situazione della S.S. Manfredonia Calcio. Tutto è alla luce del sole, la società non nasconde nulla. Gli atti sono pubblici. Chi è interessato ai dati e non alle chiacchiere può rendersi conto che abbiamo una società sana che tutti gli anni presenta un fabbisogno finanziario. I soldi devono pur venire da qualche parte. Vi è un rischio: la ricapitalizzazione non va in porto. Tutti i consiglieri sono dimissionari, nessun socio assume la carica di consigliere. In questo caso, se non vi sono soluzioni, la società va in liquidazione. Io mi sto impegnando affinché ciò non avvenga e mi auguro che in questi giorni la situazione sia recuperata. Spero che tutti facciano la propria parte. Io desidero la vita e non la fine del Manfredonia”. (c.c.)

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