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Quel lupacchiotto diventato Lupo. A Melfi troveremo un cosentino doc

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Tifosissimo del Cosenza, frequentava la Sud insieme al papà, muove i suoi primi passi nel Real Cosenza. Poi la Juventus ed infine il passaggio al Melfi.

tullio_goal.jpgLa squadra del Cosenza domenica sarà a Melfi per la prima volta nella sua storia. In campo nessun ex, ma un giovane cosentino di belle speranze: Tullio Maio. Da piccolo frequenta con il papà la curva sud per assistere alle partite dei “lupi”. La passione per il calcio è forte e così muove i primi passi nel settore giovanile del Real Cosenza. Nel giugno del 2002, durante gli europei di calcio, all’età di 13 anni, Franco Corigliano, osservatore della Juventus, lo invita a Torino per un provino, che Tullio supera brillantemente. Ad agosto, prepara le valigie e, accompagnato da mamma Patrizia e da papà Massimo si stabilisce a Torino. Nella Juve inizia con i Giovanissimi Sperimentali di mister Scarpone; a 14 anni entra nella foresteria del settore giovanile della “Signora”, e partecipa al campionato dei Giovanissimi Nazionali e, successivamente a quello degli Allievi Sperimentali. Il suo ruolo è quello di esterno destro o sinistro. Nella stagione 2005-06, con la formazione degli Allievi Nazionali allenati da Massimo Storgato, ex giocatore rossoblu nei campionati 89-90 e 90-91 in serie B, vince lo scudetto nella finale di Perugia contro la Fiorentina, realizzando il penalty decisivo nella lotteria dei rigori. Nella stagione 2006-07 veste la maglia della Berretti, ma la Juve è battuta in finale proprio dai cugini del Torino. Nel campionato successivo indossa la divisa della formazione Primavera, ma per la squadra bianconera non è un anno molto positivo. A luglio del 2008, la dirigenza bianconera decide di cederlo in prestito al Melfi, per fare un po’ di esperienza. Con la maglia gialloverde ha disputato, in questo avvio di stagione, 14 partite, dimostrando buone doti tecniche, corsa e fantasia. Domenica Tullio, per la sua professionalità, cercherà di dare un dispiacere alla formazione cosentina, anche se sotto la maglia che indossa batte un cuore di fede rossoblu. (Ernesto Pescatore)      

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