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Veltri:”Il rugby a Cosenza ha bisogno di maggiore attenzione”.

Veltri:”Il rugby a Cosenza ha bisogno di maggiore attenzione”.

s6301142.jpgCon la prima fase del campionato di rugby di serie C girone calabro- pugliese alle spalle e con l’inizio della seconda ormai alle porte abbiamo provato a fare il punto con il terza linea del Cosenza Giuseppe Veltri (nella foto) e provato a capire dove può arrivare il XV bruzio in questo campionato. “Tirare le somme della prima fase della stagione agonistica in corso, è sin troppo facile.- ci dichiara il flanker rossoblu- Volendo utilizzare un linguaggio prettamente finanziario, il bilancio consuntivo non si è discostato da quello preventivo; troppo deboli le altre compagini calabresi per poter impensierire una squadra solida come il Rugby Cosenza. Qualità quest’utima che a dire il vero non è stata tastata a dovere, se consideriamo il mediocre potenziale d’attacco degli avversari. Dal canto nostro però è stato fatto un intenso lavoro per quel che riguarda il reparto difensivo. Il nostro allenatore argentino, Mariano Preti, ha un’ossessione maniacale per la difesa, soprattutto sull’aggressività difensiva, d’altronde la nazionale e le squadre di club argentine proprio in questo si contraddistinguono . La tecnica individuale di placcaggio è stata allenata nei minimi dettagli in tutta la prima fase, e i risultati si vedono.Volendo fare una disamina oggettiva su quelli che sono stati i nostri avversari, darei un  benino al Catanzaro, soprattutto per lo spirito combattivo e lal voglia di combattere contro i propri limiti. Un voto negativo per il Lamezia, dove all’avvio molti l’accreditavano come nostra antagonista, ma non lo è stata affatto regredendo nel gioco proposto e subendo l’esiguità dei numeri; senza alcuna possibilità di crescita la Scuola Rugby, una meteora destinata a schiantarsi contro se stessa. Ritornando a noi penso ci siano ancora dei limiti attitudinali ai quali ancora non siamo riusciti a far fronte. Di questo ne ho parlato con il nostro allenatore e concordiamo entrambi nel sostenere che a volte sbagliamo l’approccio mentale alla partita, un limite che dobbiamo sicuramente lasciarci alle spalle prima dell’inizio del girone Elité, un handicap che con il capitano cercheremo di curare e guarire con apposite “cure”. In merito alla formula di questo campionato, anche se non sono certo io a poter cambiare le sorti del rugby calabrese, penso di poter dire con voce piena, che la Federazione, anche locale, dovrebbe studiare nuove formule per lo svolgimento del campionato di serie C. Ritengo, a tal proposito, che si potrebbe ritornare a vedere campionati di C1 e C2 a livello nazionale, altrimenti ci sarà qui in Calabria, come altrove, una lotta impari, Davide contro Golia, che non consente nessuna evoluzione delle società e del movimento rugbistico stesso . Ciò è avvalorato dall’esito della prima fase e dal fatto che, per quanto riguarda il girone Elitè, si registra già un ritiro da parte del Cus Lecce. Tornando al bilancio e alle previsioni, se facile è stato stilare il bilancio, molto arduo è discutere degli obbiettivi. Quello di cui sono certo è il mio: la serie B. Molto incerto, invece, il traguardo prefissato dalla società; se non altro perché non lo conosco a fondo e forse perché non palesemente esposto agli addetti ai lavori. La mia meta, sospirata nel tempo, è basata di certo sulla passione e sulla voglia, a fine di una modesta “carriera”, di raggiungere qualcosa di importante, ma in tutta onestà penso che sia giunto il momento di affondare il colpo, di investire in questo gruppo, e di far finalmente decollare il rugby cosentino. Il movimento giovanile è ormai una realtà della nostra provincia, ci sono ottime prospettive, buone individualità in crescita, ed anche alcuni talenti naturali. Sicuramente serviranno dei sacrifici, soprattutto economici, ma a mio avviso, il gioco vale la candela. Molti dei nostri ragazzi sono in giro per l’Italia e stanno ben figurando nelle varie categorie, ritengo sia un grosso peccato formare, costruire, plasmare dei giovani giocatori e poi lasciarli andar via. Una squadra seniores che milita in una serie importante come la B. consentirebbe a questi ragazzi di poter studiare e giocare a rugby nella propria città. Spero che il mio pensiero -conclude Veltri dopo una analisi sul rugby cosentino e sul campionato in corso –  sia anche quello dei miei dirigenti e che questo sia l’anno buono, me lo auguro di vero cuore per tutti coloro che amano, praticano e sono vicini al rugby cosentino”.

 

 

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