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Toscano: “Il futuro è nelle nostre mani”

Toscano: “Il futuro è nelle nostre mani”

Il tecnico sulle colonne del Corriere dello Sport ha parlato dell’incontro con Spalletti e sul prosieguo del campionato sottolinea: “Se per noi il cammino è ancora lungo, per chi ci sta dietro è durissima”.

toscano_abbracciato_da_ambrosi“Il mio obiettivo, durante le settimane, è quello di avere sempre meno dubbi”. Si presenta così Mimmo Toscano ai taccuini del Corriere dello Sport. Da diverse settimane il tecnico è oggetto del desiderio dei media più seguiti (da Raisport ai quotidiani sportivi nazionali). La visita a Trigoria, per studiare a casa di Luciano Spalletti, non è passata inosservata. La notizia, anticipata da cosenzachannel.it, ha fatto il giro d’Italia. Non sarà stato contento, almeno all’inizio, il tecnico del Cosenza che, però, si è dovuto ricredere visto il risalto che è stato dato soprattutto in ambito nazionale. A differenza di quanto accade durante le settimane, nella sala stampa del San Vito, il tecnico del Cosenza è sembrato sicuro di se. Soprattutto quando ha confidato: “I risultati ci confortano e ci danno forza. Ora dipende tutto da noi. Il futuro è nelle nostre mani. Se per noi il cammino è ancora lungo, per chi ci sta dietro sarà durissima…”. Parole griffate Mimmo Toscano, allenatore della capolista indiscussa del girone C della Seconda Divisione. Ma Toscano non era certamente a Roma per parlare del Cosenza. Eppure l’osservato speciale era lui che sulle gradinate di Trigoria si è gustato i metodi di lavoro di Luciano Spalletti. “E’ stato utilissimo perché ho capito che prima di parlare di schemi e tattica, bisogna parlare con i giocatori per riuscire a gestire il gruppo. Solo riuscendo a mantenere equilibrio un allenatore può riuscire a far filtrare le proprie idee”. Poi una precisazione: “Il calcio di oggi non ti permette di avere giocatori che badano soltanto ad una fase. Il trequartista, ad esempio, deve essere anche un calciatore di quantità. Perrotta, Stankovic, Cossu lo dimostrano. Anche con il Cosenza cerco di fare lo stesso lavoro. L’innesto di Mortelliti, ad esempio, è stato fondamentale. Lui è un giocatore offensivo atipico. Può giocare anche da esterno e dare una mano in fase di copertura”. Finale dedicato agli equilibri. Spalletti ne fa un suo punto di forza come sottolinea Toscano. “Il tecnico della Roma, a riguardo, oltre alla fase difensiva e offensiva, parla a ragion veduta di una “transizione di nessuno”. Ossia tutte quelle situazioni di gioco (palle vaganti, falli laterali) dove diventa fondamentale aumentare l’intensità, per rientrare in possesso, il prima possibile della sfera”. E’ proprio il caso di dirlo: Toscano studia per prepararsi a toccare con mano il grande calcio. (p.b.)

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