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La strana domenica del pallone

La strana domenica del pallone

Con il Cosenza che non gioca, orecchie indiscrete sul “Ceravolo” di Catanzaro.

abbraccio_squadraQuando il Cosenza non gioca è sempre un bel problema: è come una domenica senza messa per i credenti. Il San Vito è il tempio del Dio pallone e gli undici calciatori in pantaloncini sono i profeti di una vera e propria “religione”. Non ce ne voglia chi davvero indossa un saio o diffonde la parole di un Signore, ma in questo caso la linea di confine tra sacro e profano è davvero molto labile. Fatto sta che oggi nessuno proferirà imprecazioni e porterà avanti riti scaramantici, perché Mortelliti e soci non danzeranno nell’area di rigore avversaria per cercare di fare gol, nè tantomeno inseguiranno una sfera di cuoio prendendola a calci. Volendo, si potrebbero convogliare influssi di ogni genere verso il capoluogo e sperare che l’altalenante Vibonese di Galfano giochi uno scherzetto al Catanzaro che deve vincere per portarsi a -6 da quella capolista che oggi si gusterà una domenica in poltrona. Giove Pluvio ha ripreso a manifestarsi in tutta la sua grandezza e, sempre restando in equilibrio su quella “deathline” di sacro e profano, che non sia forse un presaggio cattivo per chi correrà sotto un cielo grigio e minaccioso?  (c.c.)

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