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Danti: “Io l’ago della bilancia? Devono dirlo allenatore e tifosi”

Il furetto di San Giovanni in Fiore ha trovato la marcia giusta e ne ha dato una in più a tutta la squadra. Sull’espulsione: “Squalificato per un errore arbitrale”. 
 

dantinho

Danti vola via verso la Prima Divisione

Domenico Danti (20) aveva iniziato col botto la stagione 2008-2009 realizzando una doppietta al Potenza in Coppa Italia. Troppo bello per essere vero. Ecco allora una serie di noie muscolari. “Purtroppo una maledetta pubalgia ha condizionato i primi mesi di campionato – spiega dalle colonne di Calabria Ora – ma ora sto bene”. E si vede, dato che con lui il Cosenza sembra avere trovato il passo giusto. “Non spetta a me dire se sono o meno quello che ha fatto quadrare il cerchio. Credo debbano essere i tifosi e l’allenatore a pensarlo”. Mimmo Toscano è stato chiaro subito dopo le tre sberle rifilate al Gela, i sostenitori, invece, lo hanno applaudito. Ciò significa che tutti hanno fiducia nelle potenzialità del giovane attaccante.  Decisivo per la crescita di Danti, anche la scelta del modulo di gioco. “Per me non fa differenza giocare nel 4-2-3-1 o nel 4-4-2. Sia nell’uno che nell’altro schema ho dei compiti ben precisi. Nel primo devo dare una mano ai centrocampisti e fare pressing, nel secondo gioco più da punta”. Favolosa l’intesa con Polani, il quale apre gli spazi per gli inserimenti del furetto. A Scafati, però, non ci saranno entrambi. “Ho subito un’ingiustizia che mi costringerà a star fermo un turno. Dopo essere stato ammonito per essermi tolto la maglia sotto la curva, Giancola di Vasto mi ha espulso perché credeva che avessi preso la palla due volte con le mani. Invece era stato Catania…”.  (c.c.)

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