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Amarcord: quando il Cosenza disse di no a Gianni Rivera

Dal blog “Vita di Lupi” di Federico Bria una storia tramandata per molti anni. Il presidente rossoblù, Biagio Lecce, non trovò l’accordo con Gipo Viani che voleva cedergli il futuro “Golden Boy”. Era il 1961.

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“Golden Boy” Gianni Rivera

La stagione 1960/61 per i tifosi del Cosenza è un bel ricordo. La squadra, allenata dall’ungherese Zsengeller, vince il campionato conquistando la promozione in Serie B. Miglior attacco, miglior difesa e il centravanti, Agide Lenzi, che vince la classifica cannonieri con 21 reti. Alla fine dell’anno il Cosenza cede due pezzi da novanta al Milan: Giuseppe Gallo e Franco Rizzo. In un campionato, ricordato per le gesta sportive della squadra, nasce anche una storiella tramandata per molti anni. Presidente è l’industriale della pasta, Biagio Lecce. Di lui si dice un gran bene, come persona, ma in termini calcistici è un’altra storia. È questo il periodo in cui si racconta una storia assai intrigante. In uno dei suoi viaggi a Milano, Lecce incontra Gipo Viani del Milan e, nell’imbastire la trattativa per la futura cessione di Gallo e Rizzo, chiede un aiuto per la squadra dell’anno successivo in serie B. Viani, di fronte alle richieste pressanti, fa chiamare un ragazzino, un certo Gianni Rivera. “Questo è bravo – dice Viani nel presentare il ragazzo – potremmo cederlo in prestito”. Ma Lecce non è per niente convinto. Quando apprende che il ragazzo ha solo 17 anni, esprime le sue perplessità: “E’ troppo gracile. Sarà anche bravo, ma la mia squadra dovrà affrontare un campionato impegnativo nel quale spesso conta più il fisico della tecnica. Quanto vorreste per il prestito?”. Alla richiesta di tre milioni di lire, Lecce si alza di scatto e quasi manda all’aria un’amicizia. Poi, di fronte alle risate di Viani, capisce di essere stato preso bonariamente in giro perché il Milan non avrebbe mai ceduto quel ragazzino destinato a diventare “Golden Boy”. Questa è la storiella che pubblicano molti giornali dell’epoca. A casa Lecce non ci credono e, chissà, forse hanno anche ragione. Ma se avessero torto…? Come non rammaricarsi per non aver avuto la possibilità di avere Gianni Rivera con la maglia rossoblù? (tratto dal blog di Federico Bria )

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