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Numeri: Il Cosenza sempre a secco a Monopoli

La squadra rossoblù non è mai riuscita a vincere e segnare un gol in Puglia. Oggi l’ennesimo 0-0. Ma Monopoli per il Cosenza ha il sapore dolce della promozione.

busi

Il portiere silano Busi nel 1984/1985

Il Cosenza ha giocato a Monopoli, in partite di campionato, sette volte compresa la gara odierna. Tre sconfitte e quattro pareggi per i Lupi, che hanno subito quattro gol e non sono mai riusciti a segnarne uno. Il primo precedente nel campionato di serie C2 1979-80. Il 2 marzo, alla ventiduesima giornata, l’incontro termina 0-0. Lenoci al 18′ colpisce un palo; nel finale di gara contestazione dei tifosi locali che protestano vibratamente lanciando in campo qualche pietra, fortunatamente senza conseguenze. Al termine del campionato il Cosenza è promosso in serie C1; il Monopoli riesce a salvarsi. Nel campionato 1981-82, pugliesi e calabresi si ritrovano nuovamente in serie C2: il 3 gennaio, alla quindicesima giornata, arriva la prima sconfitta. Il Cosenza perde di misura e vede interrotta la corsa al vertice della classifica. E’ la “giusta” punizione per una squadra che ha lasciato negli spogliatoi grinta e determinazione e che si è vista superare, proprio per queste qualità, dalla tenace formazione pugliese. Battagliero avvio dei biancoverdi che al 15′ mettono a segno la rete che risulterà decisiva. Bellissima azione di Manari che supera in velocità un avversario e lancia in profondità Castaldo. L’attaccante monopolitano si libera dell’esordiente Bozzo, entra in area e sull’uscita di Ciaramitaro batte in rete con il collo del piede destro. Una marcatura di ottima fattura che ha sorpreso la retroguardia silana per la rapidità d’esecuzione. Il Barletta prende il largo in classifica, il Cosenza scivola nelle posizioni di rincalzo e gli entusiasmi si placano. Classifica: Barletta 20 punti, Akragas 19, Messina 18, Cosenza e Sorrento 17. Al termine del campionato, la squadra di Renzo Aldi è promossa in serie C1. Il Monopoli, ancora una volta, riesce a salvarsi. Le due formazioni si incrociano nuovamente in serie C1 nella stagione 1984-85. Il 10 marzo, alla ventitreesima giornata, seconda sconfitta per i rossoblu silani. Segnano Lanci al 15′ ed Esposito al 40′. All’80’ Aita colpisce la traversa. Il portiere Busi perde l’imbattibilità dopo 598′. Il quarto incontro nel campionato 1985-86, sempre in serie C1. Il 19 gennaio, ultima partita del girone d’andata, arriva la terza sconfitta. Il gol vittoria è di Di Michele al 43′. La squadra silana recrimina per una rete annullata a Fucina al 28′. Al termine del campionato, entrambe le formazioni evitano la retrocessione per un solo punto. Stagione 1986-87; il sette giugno, ultima giornata di campionato. Partita corretta, tanto che l’arbitro non ha dovuto far ricorso a cartellini “colorati” per ammonizioni o espulsioni. Il pareggio (0-0) conquistato al “Veneziani” consente al Cosenza di chiudere il campionato a 38 punti al quarto posto assoluto che dà diritto alla disputa del torneo di Coppa Italia Professionisti, nella prossima stagione: traguardo di ripiego ma certamente prestigioso giunto a conclusione di un campionato positivo. Ultimo incontro nel campionato 1987-88, cinque giugno, data memorabile. Spettatori 10.000 circa, di cui almeno 8.000 cosentini, giunti nella cittadina pugliese con ogni mezzo; allestito un treno speciale ed una cinquantina di pullman, un migliaio le auto al seguito. Alcuni problemi logistici per la sistemazione sulle scalee dei tifosi rossoblu: mezz’ora prima dell’inizio i sostenitori del Monopoli, sfrattati dal proprio settore (distinti sud) si riversano in campo per protesta, tenuti a bada a fatica da uno sparuto numero di forze dell’ordine. Si teme il peggio, poi l’appello del presidente Carratelli convince i tifosi rossoblu ad occupare la curva nord. Riavuto il proprio settore i tifosi pugliesi sfogano il proprio disappunto contro il presidente Bellomo (prendi l’incasso e vattene), che a fine gara annuncia le sue irrevocabili dimissioni. Qualche tafferuglio tra i tifosi del Monopoli e quelli calabresi, nonostante la sportività della maggior parte del pubblico: sei persone devono fare ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale di Monopoli per escoriazioni o contusioni giudicate guaribili in sette giorni. Inoltre, nei pressi di un passaggio a livello delle ferrovie dello stato, vicino a Polignano a Mare, il treno diretto a Bari, sul quale viaggiano i tifosi rossoblu, è preso di mira da un gruppo di facinorosi che mandano in frantumi qualche finestrino del convoglio. In città sono allestiti punti di ascolto radio in piazza dei Bruzi ed all’interno dello stadio “San Vito”, dove è montato un grande palco che ospita la festa dell’abbraccio, manifestazione musicale con vari artisti e con la sfilata delle delegazioni dei club rossoblu, prologo pomeridiano in attesa del rientro in città della squadra. Nel Cosenza, assente Urban squalificato, sostituito da Gigi De Rosa; al rientro Schio che rileva Presicci, in precarie condizioni. E’ trionfo. Il Cosenza promosso in serie B dopo 24 anni. Manifestazioni di incredibile giubilo salutano il rientro tra i cadetti e un boato percorre Cosenza da un capo all’altro. Domenica 5 giugno 1988, ore 16:25 il silenzio regna sovrano. Chi s’incammina a piedi per le vie di Cosenza ha l’impressione di trovarsi in una città abbandonata per un cataclisma, per le strade non c’è anima viva. La posta in palio è altissima: c’è in gioco la serie B, un traguardo agognato da un quarto di secolo che fa paura solo nominarlo. Sulle gradinate del “Veneziani” come su quelle del “San Vito”, dove si raccolgono i tifosi rimasti in città, si palpita di passione per gli ultimi 90′ di una stagione esaltante, snodatasi in un crescendo di emozioni e culminata nella storica promozione tra i cadetti. L’incontro si snoda tra tensioni e paure, il Cosenza riesce sempre a tenere in pugno la situazione, ma la gara resta difficile e non si lesinano energie da ambo le parti. Al 24′ Cosenza vicinissimo al vantaggio: Bergamini esegue dalla bandierina, Marino anticipa tutti e di testa coglie la traversa. La risposta del Monopoli giunge con Arrigoni; il libero si sgancia e quando il cronometro segna la fine della prima frazione, con Simoni fuori causa, non riesce a spedire in fondo al sacco. Nella ripresa, al 59′ Padovano ricambia la cortesia: l’attaccante parte in contropiede, supera due avversari e si presenta a tu per tu con De Toffol, lo evita in dribbling ma, con la porta spalancata, mette a lato. Al 75′ gli animi si scaldano: List, da fuori area, scarica una violenta bordata che Schio interrompe con la mano, i pugliesi reclamano la concessione del calcio di rigore ma l’arbitro fa cenno di proseguire, List continua a protestare e l’arbitro gli sventola sotto il naso il cartellino rosso. Gli ultimi minuti non passano mai, ma il tormento si tramuta in gioia irrefrenabile quando da Brindisi, via radio, giunge la notizia del pareggio della Reggina: lo stadio esplode di entusiasmo, in campo e sugli spalti ci si abbraccia con quattro minuti di anticipo sulla chiusura del tempo regolamentare, ormai la B è conquistata. Al fischio di chiusura, la maggior parte dei tifosi rimangono composti sugli spalti, ma un gruppetto valica le transenne e si riversa sul terreno di gioco: Gianni Di Marzio è sollevato in trionfo e poi condotto sotto la curva e mentre tutti scandiscono il grido serie B, serie B, si scatena la caccia allo storico cimelio. Intanto a Cosenza, gli altoparlanti del “San Vito” diffondono la notizia tanto attesa: il Cosenza fa il suo ritorno in serie B. Sono le 18:25 e un boato attraversa la città da un capo all’altro. In breve le strade pullulano di gente, un fiume di macchine inonda tutte le arterie che, ben presto, si trasformano in un unico grande ingorgo. Un ingorgo di gioia che esplode irrefrenabile in un irrequieto sventolio di bandiere rossoblu, la gente è letteralmente impazzita. Scene inusuali coinvolgono in una partecipazione totale tutti i cosentini. Un’emozione unica: c’è chi si sfoga gridando la sua grande gioia e chi, per l’ansia accumulata, presenta un volto rigato dalle lacrime. Il traffico è completamente paralizzato ma la festa è appena iniziata, si susseguono i caroselli di auto con i vessilli rossoblu sventolanti e con i clacson a tutto spiano. Al “San Vito” si esibiscono la banda musicale di Pedace e le majorettes di Cosenza, che precedono la proiezione della partita di Monopoli. Il presentatore Valerio Merola introduce i vari gruppi di cantanti ed i complessi di Mario Gualtieri, Franco Sproviero e Kembol, la band di Mimmo Cavallo ed i gruppi folcloristici Trio della Sila e Folk Silano. Alle ore 21:00 il “San Vito” è preso d’assalto in attesa del rientro della squadra e degli oltre diecimila tifosi al seguito. A Cosenza piove ma nessuno ci fa caso. Il pullman della squadra fa ingresso al “San Vito” alle 2:00 di notte, presenti oltre 15.000 spettatori, un boato scuote lo stadio, il pubblico è in delirio ed i fuochi d’artificio illuminano a giorno lo stadio e squarciano tanti anni di delusioni. E’ l’apoteosi. I calciatori compiono il giro d’onore sulle spalle dei tifosi che inneggiano senza tregua alla squadra ed al tecnico; poi tutti salgono sul palco, con gli sportivi che invadono il terreno si gioco e si beano dell’erba bagnata del “San Vito”. I festeggiamenti continuano per un mese con un programma di appuntamenti nei quartieri della città che, a turno, ospitano  la squadra e l’allenatore in un’escalation di emozioni. L’ultimo confronto quello odierno con uno scialbo 0-0 che certamente non resterà negli annali. (Ernesto Pescatore)

 

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