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Mirabelli: “Un programma vincente anche in Prima Divisione”

Mirabelli: “Un programma vincente anche in Prima Divisione”

Il diggì non si nasconde: “L’anno prossimo non deve essere un anno di transizione”. E in vista del derby: “Commettere sciocchezze ora significherebbe compromettere un’intera stagione”.

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Il diggì rossoblù Massimiliano Mirabelli

Ha le idee chiare Massimiliano Mirabelli. Ormai ad un passo dalla promozione il diggì del Cosenza esce allo scoperto e, durante la trasmissione “Replay”, dice la sua sulla gara di ieri e sul futuro. Non gli è andata giù la sconfitta. “Ieri il Cosenza non è sceso in campo. Se dovessi prendere in considerazione la gara contro il Cassino per la riconferma di qualche giocatore state certi che non riconfermerei nessuno. Ma per fortuna non è una gara che può macchiare un campionato strepitoso che ci ha visto protagonisti dall’inizio alla fine”. Il direttore generale rossoblù fa incetta di complimenti. Ad iniziare dal team manager del Cassino, Eugenio Caligiuri, che lo definisce “competente oltre che astuto”. Mirabelli, ringalluzzito, ringrazia e guarda al futuro. “L’anno prossimo non può e non deve essere un anno di transizione. Cosenza merita un programma serio e vincente. C’è bisogno di un progetto che dia continuità a quanto fatto sino ad ora. Incontreremo club blasonati ma Cosenza non è da meno. Non so se ci sarò io o qualcun altro, certo è che Cosenza merita molto di più della Prima Divisione”. Sul poco entusiasmo Mirabelli precisa. “Spero che non ci sia appagamento. Sarebbe alquanto grave una cosa del genere. Bisogna vivere questo momento con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di unico. Mai nella sua storia il Cosenza ha vinto due campionati consecutivi”. Chiusura dedicata al derby. “Spero che i tifosi capiscano il momento. Commettere sciocchezze ora significherebbe compromettere un annata splendida. Alcuni ci aspettano al varco. Non vorrei che il derby diventasse un pretesto per rovinarci la festa”. E sulla diretta televisiva. “Faremo di tutto per garantire la visione in chiaro. Ma noi non possiamo influire più di tanto. Proveremo sicuramente a dire la nostra”. (p.b.)

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