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Lega Pro-Aic: è guerra per under e rose

Lega Pro-Aic: è guerra per under e rose

A tenere banco le regole riguar­do la composizione delle ro­se: in Prima Divisione si potranno utilizzare massimo 22 calciatori (14 over 21 e 8 under 21). Lunedì prossimo verranno discusse le nuove norme per l’iscrizione ai campionati.

macalli_e_i_palloni_umbroIniziare a programmare la prossima stagione è compito non solo di una società sportiva ma anche della Lega. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport è guerra tra Lega Pro e Aic (Associazione Italiana Calciatori) per quanto concerne gli under e le rose per la prossima stagione. Secondo quanto stabilito dal comunicato ufficiale 192 della Lega Pro, per la stagio­ne 2009-2010, le società di Prima Divisione “potranno utilizzare una rosa massima di 22 calciatori” così compo­sti: non più di 14 over 21 (na­ti prima del 1° gennaio ’88) e tutti gli altri under 21. In Se­conda Divisione, non oltre 11 over 21 e tutti gli altri un­der 21. Queste norme però sono state già oggetto di incontri tra Figc, Lega Pro e Aic. L’Assocalciatori infatti non intende accettare questo schema. Lunedì è prevista un’Assemblea nel corso del­la quale verrà illustrata la proposta, già inviata al pre­sidente Macalli e, per cono­scenza, al presidente Abete. L’associazione guidata da Sergio Campana vorrebbe che per la prossima stagio­ne restassero invariati i nu­meri vigenti in quella in cor­so (18 in Prima Divisione e 15 in Seconda), ma ragio­nando non più di over 21, bensì di under 23. E senza nessuna limitazione sulle ro­se. “Vogliamo eliminare una normativa che non ha otte­nuto gli obiettivi preposti – spiega l’Aic -. Dai dati in no­stro possesso a fronte di un aumento obbligatorio degli under 21 (174), il minutag­gio complessivo del loro uti­lizzo è aumentato pochissi­mo. Vale a dire che l’utilizzo pro capite dei giovani è di­minuito. Inoltre non sono usciti dal mercato i ­trentacinquenni, come au­spicato, bensì giovani che vanno dai 21 ai 25 anni (192) con un saldo comples­sivo dunque negativo”. Sul fronte opposto, ma aperta al dialogo, la Lega Pro. Il presidente Macalli la­scia intendere che esiste un margine di trattativa. “Se venissero introdotte alcune nuove norme sull’iscrizione ai campionati (abolizione delle fideiussioni, nascita di una cooperativa delle socie­tà, maggiori controlli, ndr) allo­ra noi saremmo pronti a di­scutere sui numeri e sulla composizione delle rose. Ventidue giocatori non ba­stano? Vogliamo solo evitare che i club si indebitino anco­ra di più. Siamo convinti – aggiun­ge Macalli – di aver intrapre­so la strada giusta. Su no­vanta società, quest’anno soltanto tre non si sono ade­guate alle norme. Chi ha uti­lizzato i giovani, ha fatto an­che aumentare il minutag­gio in base al quale conce­diamo contributi”. La questione potrebbe tro­vare una soluzione nel corso del Consiglio Federale in programma il 5 maggio. In quella sede infatti verranno discusse le nuove norme per l’iscrizione ai campionati. Se la Lega Pro otterrà quello che Macalli chiede, sembra a portata un accordo con l’Aic. Senza dunque arrivare alla misura estrema dello sciopero, evitata lo scorso anno solo grazie alla media­zione in extremis del presi­dente Abete e alla successi­va introduzione di due un­der 23 per la Prima Divisio­ne e tre per la Seconda. (c.c.)

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