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Parisi si racconta: “Io, Moggi e il mio amore per il Cosenza”

Parisi si racconta: “Io, Moggi e il mio amore per il Cosenza”

Il capitano rossoblù all’Università della Calabria è stato ospite del seminario di giornalismo sportivo a cura di Federico Bria. E sul suo futuro non ha dubbi: “Ho ancora tanta voglia di giocare a calcio”.

parisiunical

Federico Bria e Aniello Parisi all’Unical

“Quando sono arrivato a Cosenza ho pensato di essere a Beirut. Era la sera di Cosenza-Catanzaro, gara di Coppa Italia. Noi giocavamo in C1 e loro in C2. Fu un inferno”. Così Aniello Parisi (35), capitano rossoblu, ha ricordato il suo arrivo in città nel novembre del 1997. “Mi è bastato poco per capire che Cosenza è una città molto bella e vivibile. Le mie due figlie sono nate qui, mia moglie qui vive benissimo. Cosenza sarà la mia città anche dopo che avrò finito di giocare”. Un ricordo particolare, quello di Parisi, regalato agli studenti del corso di laurea in filosofie e scienze della comunicazione e della conoscenza. Il capitano, infatti, accompagnato da Riccardo Tucci è stato ospite di una esercitazione del seminario di giornalismo sportivo che Federico Bria tiene ogni anno all’Unical. “Ho fatto la mia scelta di vita a 12 anni, quando mi sono trasferito dal mio paese ad Avellino, per giocare con i ragazzini. Poi, a diciotto, mi è passato il treno davanti e io, senza saperlo, ho scartato la prima carrozza per salire in un una delle ultime. Andai a cena con Moggi e la mia testa già favoleggiava, ma quando mi propose di firmare la procura per il figlio Alessandro rimasi deluso. Quando richiamai, qualche tempo dopo, rispose che al posto mio avevano preso un certo Iuliano”. Parisi confida i propri segreti agli studenti universitari, poi ritorna con la testa a Cosenza e si inorgoglisce. “Sono l’unico calciatore ad aver vinto tre campionati con il Cosenza. Questo mi fa enormemente piacere, così come le 150 presenze con la maglia rossoblù. Tra i ricordi più amari, però, c’è la quarta promozione, quella che non è venuta”. Parisi ricorda la stagione 2000/2001 in cui la squadra allenata da Bortolo Mutti sfiorò la Serie A senza riuscire a toccarla. “È stato un vero peccato, perché abbiamo giocato un campionato fantastico e avremmo meritato di goderci la promozione”. Riguardo al Cosenza di oggi, Parisi dice che “non eravamo la squadra più forte, ma siamo stati continui. E nella costanza abbiamo vinto il campionato”. Augura al suo ex compagno Mimmo Toscano, attuale allenatore, di fare tanta strada nel calcio. E sul suo futuro? “Ho ancora tanta voglia di giocare al calcio”. Parola di capitano. (er.pa.)

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