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Toscano il “cannibale” rilancia: “Voglio restare a Cosenza e vincere”

Toscano il “cannibale” rilancia: “Voglio restare a Cosenza e vincere”

Il tecnico, a promozione acquisita, rivela: “Se i programmi sono ambiziosi la società può contare su di me”. E intanto studia da Allegri a Cagliari (ritornerà venerdì) per poi far visita a Marino (Udinese) e Gaseprini (Genoa).

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Il tecnico rossoblù Mimmo Toscano (37)

Studia per migliorare e continuare a vincere. Mimmo Toscano (37) non ha neppure il tempo di godersi la festa. E si, perché già da oggi il tecnico è a Cagliari per studiare il “fenomeno” Allegri. In Sardegna Toscano, insieme al vice Napoli e al preparatore Michele Bruni, rimarrà fino a venerdì (sarà Roberto Bruni a guidare gli allenamenti della squadra a partire da domani). Poi, nelle prossime settimane, farà visita prima a Marino (tecnico dell’Udinese) e poi a Gasperini (Genoa). Il tecnico vuole vincere e per farlo, soprattutto oggi, c’è bisogno di competenza oltre che di professionalità. Ma il motivo è anche un latro. Toscano, e non è una novità, è in attesa del “Supercorso” di Coverciano. Nel frattempo si “autofinanzia” i corsi di aggiornamento professionali. Da lodare in tutto e per tutto il tecnico reggino. Questa mattina il Corriere dello Sport gli dedica un’apertura (pagina 18) che la dice lunga sul momento d’oro dell’allenatore rossoblù. Una pubblicità che lo mette in vetrina e lo catapulta in un mondo che, soltanto due anni fa, nessuno poteva immaginare. E’ il suo momento. Lui se lo gode e, a chi gli chiede quale sarà il suo futuro, risponde. “Voglio restare ma, al tempo stesso, voglio una squadra costruita per vincere”. Ha le idee chiare il “cannibale” (così lo definisce il giornalista Marchetti sul Corriere dello Sport). Anzi, rilancia. “Voglio portare il Cosenza in serie B ma aspetto di vedere quelli che saranno i programmi della società. Mi auguro che ci siano le condizioni per restare”. E sul traguardo della Prima Divisione, il tecnico del Cosenza la pensa così. “Bisogna crescere, il salto di categoria è una sfida importante anche per me. Se tra serie D e Seconda Divisione la differenza non è così evidente, la Prima Divisione rappresenta uno scoglio molto più impegnativo. Per questo bigonerà saper apportare i giusti innesti”. Parole sante che costringono la società a sedersi ad un tavolo (venerdì ci sarà l’assemblea dei soci) per programmare. Così come fatto in questi due anni. (p.b.)

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