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Conferenza fiume di Mirabelli al San Vito: “Questa società non ha debiti”

Conferenza fiume di Mirabelli al San Vito: “Questa società non ha debiti”

Il direttore ha parlato per circa un’ora e mezza ai giornalisti. Sugli scenari futuri ha confermato l’esistenza di trattative a livello dirigenziale, poi ha aggiunto: “Se resto con un programma ridimensinato? Vedremo che succederà”.

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Leone e Mirabelli durante la conferenza

E stata una conferenza lunghissima quella conclusa intorno a mezzogiorno presso la sala stampa del San Vito. A convocare i giornalisti è stato il direttore generale, Massimiliano Mirabelli, che ha parlato a nome della dirigenza di tutto quello che è avvenuto in seguito all’azzeramento delle cariche dirigenziali. Lui è il gestore dell’amministrazione ordinaria fino a nuovo ordine e come tale ha deciso di esporsi in prima persona. “Per farlo – ha sottolineato – ho ricevuto ampie garanzie e se non avessi avuto chiaro il quadro della situazione non avrei indetto un incontro con gli operatori dell’informazione”. A fornirgli certezze è stato il sindaco Perugini che, come ha sottolineato lo stesso diggì ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale. “Seppur da dietro le quinte e mai sotto la luce dei riflettori, ha agito nel bene del Cosenza Calcio”. La prima parte del suo discorso ha ripercorso a grandi tappe quella che è stata la storia degli ultimi due anni. “Pur non avendo un magnate alle spalle, l’attuale dirigenza è riuscita ugualmente a regalare una promozione dopo l’altra alla città. Non era mai avvenuto in quasi cento anni di storia. Finito il campionato e assicurato il salto di categoria, ci siamo immediatamente seduti intorno ad un tavolo per fare il punto della situazione. Le dimissioni sono state un atto dovuto e di massima trasparenza nei confronti dell’intera tifoseria. Abbiamo ammesso che da soli non abbiamo la forza di poter lottare per i traguardi che la città e la provincia merita”. Il ritornello dei possibili nuovi ingressi nei quadri dirigenziali va avanti da tempo. “Non siamo attaccati alla poltrona ed abbiamo detto a chiare lettere che siamo aperti a qualsiasi strada. In questi giorni c’è stata una trattativa con la famiglia Pagliuso e ieri, in un incontro con il sindaco Perugini, il vecchio presidente, che ha tutta la nostra stima per quello che ha dato ai colori rossoblù, ci ha riferito di non essere interessato a rilevare il pacchetto azionario”. Poi Mirabelli chiarisce un concetto fondamentale. “Qualcuno crede che siamo alla canna del gas, beh si sbaglia di grosso: non stiamo morendo. Sento parlare in giro di quattro milioni di euro di debiti: tutte falsità, il Cosenza non tornerà più tra i dilettanti, quella ferita non sanguinerà nuovamente. In Italia le società come la nostra si contano sulle dita di una mano”. Suona strano però, che a fronte delle dichiarazioni di Chianello in ottica serie A e in ottica campagna abbonamenti, si sia successivamente ammesso che le casse societarie (così come sono) non permettano l’allestimento di una squadra per vincere il torneo di Prima Divisione. “Per fare il punto sulla questione tecnica, serve capire in che maniera si può operare. In parole povere non faremo la spesa senza sapere quanto c’è nel portafogli. Non siamo i tipi che fanno proclami”. Che Mirabelli, poi, abbia ricevuto delle offerte da altri club è risaputo: Messina e Sambiase su tutti. “Non potevo abbandonare la barca proprio adesso. Ho deciso di rimettermi in gioco e se c’è da rischiare sono il primo che lo farà. Spero che si metta in piedi un progetto importante e che chi ha la forza di investire, lo faccia. Non chiediamo soltanto apporto economico, ma ripeto che siamo aperti ad ogni soluzione, anche a quella di farci da parte. Se resterò anche con un programma ridimensionato? Vedremo che succederà”. Il futuro, pertanto, appare ancora incerto. “Entro il 29 maggio speriamo di presentare dei nuovi soci e ridistribuire le cariche societarie, anche perché al massimo entro il 15 luglio dovremo partire in ritiro. Ci sono delle trattative in corso e non ne nego l’esistenza”. (cosenza channel)

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