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Pagliuso si, Pagliuso no, Pagliuso forse

Pagliuso si, Pagliuso no, Pagliuso forse

Calabria Ora ripercorre le tappe della vicenda societaria dalla partita Iva “rendese” ai prossimi scenari rossoblù. Due le possibili cause che hanno portato alla rottura con la famiglia dell’ex presidente ai tempi della B: eccole.

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Chianello e Pagliuso: di che parleranno?

A Cosenza, invece, si aspetta la possibilità di programmare un futuro ambizioso. Una speranza che vede nella settimana che inizia un crocevia importante. Questo è quanto riporta questa mattina il quotidiano Calabria Ora. Il primo degli incontri decisivi (ma ormai lo sono tutti) dovrebbe avvenire oggi davanti al sindaco Salvatore Perugini, in prima linea per sbrogliare la matassa. L’altro appuntamento è invece previsto per venerdì prossimo, quando il commercialista Giorgio Sganga “racconterà” il piano che è riuscito a mettere a punto. E, sullo sfondo, c’è addirittura l’ipotesi di una cessione della società. Calabria Ora ripercorre anche tutte quelle che sono state le tappe di questa “querelle” societaria. La partita a scacchi è iniziata subito dopo il giorno più bello dell’anno, calcisticamente parlando.  Cosenza-Gela finisce tre a zero e Damiano Paletta annuncia che, probabilmente, lascerà la presidenza e che aprirà il Cosenza a nuovi imprenditori. E’ il primo passaggio, per molti versi atteso, di quella che si annuncia come la telenovela della primavera. Non succede granché fino alla partita con il Cassino. A quel punto salta fuori il nome che la città bisbiglia da mesi: l’interessamento della famiglia Pagliuso è vero e confermato dagli incontri con il direttore sportivo rossoblù Massimo Mirabelli. L’accordo sembra a un passo dall’essere siglato. Si parla addirittura del coinvolgimento di un altro imprenditore (De Caro) legato ai Pagliuso da relazioni familiari. Sembra tutto fatto e invece succede che i Pagliuso fanno un passo indietro. Cosa blocca una trattativa che appare già chiusa? Le ipotesi sul tavolo sono due e appartengono a due sfere differenti. La prima riguarda la questione del rinnovo dei contratti dei calciatori. Peppuccio inserisce come condizione per l’ingresso in società quella di trattare personalmente i nuovi accordi con gli atleti. Anche qui va tutto liscio, fino a quando non saltano fuori tre contratti già negoziati – subito dopo la sconfitta casalinga contro il Cassino – per il prossimo anno. Pagliuso non ci sta e il passo indietro prende corpo. Seconda ipotesi: il debito del Cosenza. Massimo Mirabelli ha spiegato, nei giorni scorsi, che la società è sana, appetibile e ha i conti a posto:«Non siamo alla canna del gas e non stiamo morendo». Non c’è alcuna ragione per non fidarsi. Ma chi ha potuto vedere da vicino gli atti collegati alla partita Iva del Cosenza calcio, qualche dubbio lo ha avuto. Al “numero magico”, infatti, sono legate alcune cartelle esattoriali non di poco conto (una si aggira attorno al milione di euro). C’è un particolare curioso, però. Il contenzioso con lo Stato della società risale addirittura al 1994. Come è possibile, visto che all’epoca il Cosenza (gestione Paletta) non era stato neppure concepito? Si fa presto a spiegarlo. Quelle cartelle esattoriali sono un’eredità della vecchia gestione del Rende calcio. Eredità divenuta scomodissima, a questo punto. Altra curiosità. I debiti (ammesso che di debiti si tratti) arrivano fino al 2006. Per gli ultimi due anni (quelli delle meritate promozioni) non ci sono dati disponibili. Tutto si potrebbe spiegare con il fatto che la nascita della nuova compagine societaria non è frutto di una fusione ma di un cambio di denominazione. Com’è come non è, bisognerà fare qualcosa per uscire dall’impasse delle cifre in rosso o, per lo meno, spiegare da dove arrivano e come saranno cancellate. Il presidente provinciale dell’ordine dei commercialisti, Giorgio Sganga (referente di una cordata che vorrebbe “partecipare” alla gestione della squadra), ha spiegato in tv che l’intoppo è più che altro burocratico e non sarà un problema venirne fuori. Un parere autorevole e rassicurante. L’attuale gruppo di maggioranza sarebbe disposto a passare la mano a patto che i progetti futuri siano all’altezza delle aspettative della piazza. Le altre due strade percorribili sono quelle di un aumento di capitale, con il conseguente ingresso di nuovi soci, o di una serie di accordi pubblicitari che permetterebbero alle casse rossoblù di ricevere una discreta somma di danaro proveniente dalle sponsorizzazioni. In quest’ottica non andrebbe scartato neanche un coinvolgimento della famiglia Pagliuso che, nonostante non abbia cambiato idea rispetto all’ultimo meeting avvenuto qualche settimana fa in Comune, davanti ad un palese input istituzionale non si tirerebbe di certo indietro a riaprire una trattativa interrotta ad un passo dalla conclusione. C’è chi giura che chiarezza si farà, ma si deve aspettare un po’.  (c.c.)

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