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Braca al vetriolo: “Adesso parlo io”

Braca al vetriolo: “Adesso parlo io”

Il centrale campano, in esclusiva su cosenzachannel.it, dopo essere stato silurato va giù duro e spiega. “Mirabelli mi ha detto che non rientravo nei piani di Toscano e il mister, invece, ha scaricato sul direttore. Questi giochini non mi sono mai piaciuti”.

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Errico Braca (34) non ci sta: “Manca coerenza”

C’è delusione nelle parole di Errico Braca (34) che in esclusiva a cosenzachannel.it commenta la scelta della società di chiudere con lui il rapporto che lo legava al Cosenza. Il centrale campano ha voluto fare chiarezza su quanto accaduto, non nascondendo la delusione per la scelta di Mirabelli e Toscano. “Sono amareggiato e posso solo prendere atto delle decisioni del Cosenza –  esordisce Braca – Ieri mi è arrivata la telefonata che nessun calciatore vorrebbe ricevere e purtroppo posso confermare di non essere più un tesserato rossoblù. Purtroppo chiudo una parentesi fantastica in una squadra composta da professionisti seri e in un ambiente meraviglioso. Cosenza resterà uno dei miei ricordi più belli e la tifoseria la porterò sempre nel cuore”. Braca non nasconde le sue perplessità sull’addio e commenta la scelta di chi lo ha tagliato dai piani tecnici per la prossima stagione. “Non posso dire con certezza chi è l’artefice di questa separazione. Massimo Mirabelli mi ha detto che non rientravo nei piani di Toscano mentre il mister ha fatto il contrario, dando le colpe al direttore. In breve, questo gioco non mi è piaciuto e l’unica cosa che posso sostenere con certezza è che mi hanno mandato a casa per motivi comportamentali, quindi non tecnici nè economici”. Braca è un fiume in piena e rincara la dose. “Nella scorsa stagione avevamo creato un gruppo fantastico e, siamo riusciti nell’ impresa di vincere un campionato difficile. Questa squadra, io ed i miei compagni, meritavamo più rispetto e maggiore considerazione ed invece ci hanno preso per i fondelli, rispedendoci a casa senza neanche riuscire a fare chiarezza sulle reali motivazioni. E’ questo che non mi spiego. Se il Cosenza dopo la promozione è salito alla ribalta delle cronache nazionali e addirittura europee è perché si era creata una vera e propria squadra, composta dai calciatori, dallo staff e da una stupenda tifoseria. Ora il meccanismo si è rotto e noi giocatori, come i tifosi, non abbiamo potuto far nulla, se non assistere alla chiusura di un ciclo”. Negli ultimi quindici giorni Braca è passato da possibile capitano e uomo chiave del futuro progetto ad una situazione in cui ha potuto solo prendere atto del divorzio dal club rossoblù. “La scelta della società mi ha deluso soprattutto per questo. Credevo di dover far parte della squadra che avrebbe dovuto affrontare la prossima stagione. Pensavo di essere l’uomo chiave, la chioccia e un giocatore importante per loro. Si parlava della fascia di capitano ed ero contento di poter meritare questo onore e di prendermi questa responsabilità. Adesso mi trovo fuori dal gruppo e senza sapere i reali motivi. Me ne farò una ragione e non mi resta che salutare l’ambiente e ribadire la mia voglia di restare a Cosenza. Auguro alla tifoseria i migliori successi. La curva e i supporter meritano tanto rispetto, quello che purtroppo non è stato riservato a me e a tanti miei compagni. (Francesco Palermo)

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