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Zaccheroni, il dejà vù chiamato Cosenza

Zaccheroni, il dejà vù chiamato Cosenza

Il tecnico romagnolo è tornato in Calabria per il Memorial Collice e non ha esitato a parlare dei rossoblù e dei suoi ricordi in riva al Crati.

zaccheroni

Alberto Zaccheroni durante
il “Memorial Collice (fotorosito)

Quindici anni fa sulla panchina del San Vito arrivò un tecnico che voleva dare una svolta alla propria carriera.Si partì con il piede sbagliato tant’è che alla stesura dei calendari comparì una X al posto del Cosenza. “La penalizzazione avvenne solo sei mesi più tardi – ricorda Zaccheroni – e invece di buttare a terra la squadra, ci diede una scossa”. L’allenatore romagnolo nei giorni scorsi è sceso in Calabria per presenziare a Camigliatello Silano al Memorial Collice e da lì ha parlato a 360 gradi. “Maledetto quel gol di Sesia. Se non avessimo perso con l’Ancona saremmo andati in serie A nonostante i nove punti in meno. Venivamo da cinque vittorie e superando i dorici si sarebbero innescati meccanismi particolari che avrebbero condotto un’intera provincia allo stadio”. Quella stagione rappresentò per il trainer un trampolino di lancio vero e proprio, particolare questo che spinge Zac “a considerare quel campionato il più bello della mia vita”. Da Cosenza non solo ricordi, ma anche lo staff: “Maurizio Guido oggi è diventato il migliore allenatore dei portieri in circolazione e non lo dico soltanto perché sono di parte. Non temo smentite da parte di nessuno, la sua crescita è sotto gli occhi di tutti e non riconoscergli i giusti meriti sarebbe un grosso torto”. Il suo posto oggi è occupato da Mimmo Toscano, giovane emergente capace di vincere due tornei di fila. “Non lo conosco di persona, ma ha fatto benissimo. Arrivare davanti a tutti in Seconda Divisione non era affatto semplice. C’erano compagini agguerritissime, ma ha saputo dare la giusta verve ai suoi ragazzi. Ora però deve confermarsi”. Zaccheroni si confermò ad Udine in condizioni ideali, mentre il tecnico reggino ha scelto di restare in riva al Crati dove la situazione societaria è da codice rosso. “Purtroppo per la città di Cosenza i problemi dirigenziali non sono una novità, la piazza ci convive da sempre ma la speranza è che si possano risolvere una volta per tutte”. Battuta finale dedicata ai ragazzi e alla metaforsi che il mondo del calcio sta subendo. “Vorrei suggerire a chi crede di diventare un campione di smettere di farlo, sarebbe l’errore più grande che si potrebbe commettere. Bisogna  ascoltare l’allenatore e mettersi a disposizione. Un’occasione prima o poi capita a tutti quanti. Per quanto riguarda il calcio moderno, beh che dire. Dipende da che aspetto si analizza, ma se si parla del lavoro sul campo e della formazione di un calciatore credo che sia cambiato in peggio”.  Per la cronaca, Zaccheroni nei giorni scorsi era vicino ad accasarsi al Racing Santander, ma pare che l’accordo sia sfumato.  (co.ch.)

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