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Carnevale: “Pagliuso? Grande amico ma in affari siamo diversi”

Il patron della Fata sull’ex presidente rossoblu: “Un suo ingresso? Mai dire mai”. Poi, sul ritiro di Spoleto sottolinea: “Andremo lì anche se non piace a nessuno”. E stasera incontro al Dragut di San Lucido con Paletta, Chianello e Mirabelli.

carnevale

Il dottor Giuseppe Carnevale

Una conferenza fiume durata 38 minuti quella del patron della Fata Autolinee di San Marco Argentano, Giuseppe Carnevale, che ha cercato di chiarire la sua posizione in merito ad un possibile ingresso nella società Cosenza calcio. “La trattativa è in fase avanzata come ho avuto modo di sottolineare. Certo ci sono alcuni aspetti che vanno decifrati. Come il contenzioso che risale al vecchio Rende. La prossima udienza, quella del 21 luglio per intenderci, non credo che metterà la parola fine. Anzi, credo che continuerà, purtroppo, negli anni”. Tra le tante paure c’è anche quella di bruciare il proprio nome dopo tanti anni di sacrifici. “Si, è vero. Non voglio sprecare il mio nome con una trattativa del genere. Se entro, è giusto che tutti lo sappiano, lo faccio per vincere. Certo è che non voglio suscitare aspettative. Non sono il salvatore della Patria. Sono uno che ama lavorare in tranquillità e non col fiato sul collo”. Poi, a chi gli ricorda il suo passato legato al Cosenza calcio, Carnevale risponde. “So dove volete arrivare. Pagliuso? Si, ci siamo visti ieri visto che sono stato invitato per il suo onomastico. E’ un grande amico ma vediamo il calcio in maniera differente. Siamo incompatibili da un punto di vista societario. Un suo ingresso? Mai dire mai. Certo, sarebbe nell’interesse del Cosenza che si avvicinassero imprenditori che conoscono il mondo del calcio. Ma voglio comunque sottolineare, per quanto mi riguarda, che i compagni di viaggio attuali (Chianello e Paletta, ndr) sono ottimi per far si che il matrimonio vada in porto”. E proprio sul disinteresse degli imprenditori locali Carnevale dice. “Ci sarà pure un motivo se nessuno si avvicina. Tutti sono interessati a sponsorizzare ma nessuno ad entrare in società”. Poi, il discorso si sposta sui movimenti di mercato e sul ritiro. “Ripeto. E’ più facile entrare in una società dove bisogna puntellare una rosa che ha vinto due campionati consecutivi che, invece, partire da zero. Mirabelli sa come la penso. Ci siamo visti ieri sera con lui oltre che con Paletta e Chianello di ritorno dall’incontro con il presidente della Provincia, Mario Oliverio. L’importante è che nessuno mi metta fretta. Mirabelli, ad esempio, già mi ha sollecitato sul fatto che il ritiro a Spoleto è imminente. Il diggì, è proprio il caso di dirlo, è un elemento di rottura. Capisco che deve lavorare in un lasso di tempo breve ma io non posso per questo velocizzare un qualcosa che deve essere invece ponderato. Ho bisogno di un po’ di tirocinio. Questa sera, comunque, ci incontreremo di nuovo visto che sono stato invitato a cena al ristorante Dragut di San Lucido e continueremo a confrontarci. Il ritiro di Spoleto? Si andrà sicuramente lì anche se non piace a nessuno. Il sottoscritto avrebbe preferito Camigliatello visto che sono un amante della Sila. A parte questo aspetto credo che sia il caso di stare vicino ai tifosi e Camigliatello è una sede congeniale. Comunque credo che si andrà a Spoleto anche se non piace a nessuno”. (co.ch.)
fine 2/2

 

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