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Allarme Ocse: calcio in crisi, rischio d’infiltrazioni criminali

Allarme Ocse: calcio in crisi, rischio d’infiltrazioni criminali

Il calcio può essere vittima del suo fascino. E an­che del suo dilettantismo ma­nageriale. Per l’Oc­se, infatti, quello del pallone è “un mercato facile da penetrare”.

palloneL’allarme lo lancia l’Ocse, l’organizzazione per lo sviluppo economico: il calcio è a rischio dal punto di vista delle infiltrazioni criminali. Fanno gola i club. Per­ché se è vero che non hanno una reale redditività economica, è an­che vero che ga­rantiscono, a chi li acquista, una straordinaria visibilità e, so­prattutto, un agevole canale d’accesso all’establishment. Insomma, si può facilmente entrare in contatto, con la chiave del pallone, con gli uo­mini che contano, con il potere e utilizzare queste frequenta­zioni per fini poco leciti. Un aspetto critico su cui l’Ocse insiste è quello del rici­claggio. Il ragionamento del­l’organizzazione internaziona­le è semplice. La crisi finanzia­ria in cui versano molti club, può indurre i proprietari a li­berarsi dei debiti cedendo il controllo senza badare troppo all’odore e al colore dei soldi. Spiega l’Ocse: “Ci sono molti rischi che i club indebitati non facciano molte domande quando si presenta un nuovo investitore” . Si tratta, ovvia­mente, di valutazioni, di anali­si, ma non mancano i riferi­menti di cronaca. Il pallone appare come un mondo vulnerabile proprio per la sua grande popolarità che si trasforma in agevole accessi­bilità da parte di soggetti econo­mici che operano in maniera poco chiara. Per l’Oc­se, infatti, quello del pallone è “un mercato facile da penetrare”, un terreno in cui proprio la contiguità di tanti soggetti facilita “l’opportunità di collusione fra mondo onesto e criminale” . Ma il problema più grosso, agli occhi dell’Oc­se, è rappresentato dalla debo­lezza delle regole e del mana­gement. Chi si vuole “infiltra­re” può approfittare della pre­senza di manager non sempre adeguatamente preparati che, per giunta, operano in un set­tore in cui scarseggiano i con­trolli. Sono queste condizioni che rendono le società delle “prede facili” per i male inten­zionati. Un invito, dunque, alla prudenza. Il calcio deve difen­dersi, proteggersi perché re­gala “uno status a cui molte persone vorrebbero essere as­sociate”.

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