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Speciale: il nuovo look del San Vito

Speciale: il nuovo look del San Vito

Entro l’inizio della nuova stagione sarà ultimata la zona di prefiltraggio, verranno riverniciate le curve e saranno interrate le panchine. Ma la novità sarà l’ampliamento della curva Sud che porterà la capienza a superare i trentamila posti. 

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Lo stadio San Vito (foto Mannarino)

La crisi economica e le importanti priorità che il Governo deve affrontare, non impediranno all’esecutivo di accelerare l’iter del Ddl che deve definire criteri e modalità per rinnovare i 126 stadi italiani utilizzati dalle società professionistiche. E’ pensiero di molti che il provvedimento potrà essere approvato dal Senato entro questa estate, perché largamente condiviso dalle forze politiche. Tra i 126 stadi risulta esserci anche il San Vito. Toccherà all’amministrazione comunale poter usufruire di incentivi che servirebbero a ristrutturare un impianto che in molti ci invidiano (fatta eccezione per la pista d’atletica).
LAVORI DA UN MILIONE DI EURO. In questa stagione il Comune ha speso circa un milione di euro per ristrutturare l’impianto. Installati i tornelli e garantito l’impianto di videosorveglianza oltre alla riverniciatura delle tribune e la numerazione dei posti ormai si attende solo l’ultimazione dei lavori per quanto concerne il sistema di prefiltraggio (prevista in questi giorni). Ma non sono finiti qui i lavori. In realtà all’appello mancano ancora le panchine interrate (verranno installate poltroncine di marca sicuramente più confortevoli delle attuali), la riverniciatura delle curve (quello che è certo è che non saranno rossoblù) e la sistemazione dei bagni.
LE NOVITA’ E L’AMPLIAMENTO. Entro l’inizio della nuova stagione, così come ha confermato anche il geometra De Pasquale, dovrebbero essere finiti anche i lavori in tribuna B coperta dove al posto dell’ex tribuna stampa (il box centrale a vetrata per intenderci) verranno posizionati dei “palchetti vip”. Un’idea suggestiva presa in prestito dai maggiori stadi italiani ed internazionali. Sicuramente non verrà installato il tanto decantato “schermo gigante”. La società ha chiesto al Comune che ha risposto picche. Ragion per cui, se tabellone sarà, spetterà alla dirigenza sobbarcarsi il costo (superiore ai centocinquanta mila euro). Ma ritorniamo agli incentivi del Governo per i 126 stadi italiani (tra cui il San Vito). Se l’operazione andrà in porto il Comune farà domanda per cercare di ottenere dei fondi che darebbero la possibilità di innalzare la curva Sud e portarla a livello della Nord. Questa operazione, confermata anche dal geometra Armando De Pasquale, darebbe la possibilità di aumentare la capienza fino a raggiungere 30.000-32.000 posti complessivi. Del resto è impensabile che, ad oggi, la capienza del San Vito sia inferiore a quella del “Granillo” di Reggio Calabria. (Piero Bria)

E I CLUB VOGLIONO ESSERE I PROPRIETARI

In Italia gli stadi sono dei Comuni. In Inghilterra delle società. Secondo una statistica il divario tra i due paesi è del 40%.

Ricalcando il modello inglese, le squadre italiane vorrebbero diventare proprietarie dei rispettivi stadi. Venti club italiani hanno fatto sapere che intendono provarci. La Juventus e il Siena lo hanno messo in programma entro Euro 2012. Che, a quel punto, potrebbe tornare in Italia. Cerchiamo di capire come la cultura degli impianti, in Inghilterra, si sia rivelata un vero e proprio affare.

QUATTRO PUNTI CHIAVE. Anche in Italia sembra arrivato il momento dello stadio di club. Un impianto che dovrà essere polivalente e, soprattutto, remunerativo. Uno stadio di proprietà garantisce in sostanza quattro obiettivi quasi immediati: 1) autonomia e solidità finanziaria, visto che i bilanci non dipendono soltanto dalla vendita dei diritti tv; 2) maggiore sicurezza; 3) fidelizzazione del pubblico; 4) sfruttamento del merchandising. La Premier League inglese, secondo un recente studio della Deloitte, incassa il 40% in più della serie A italiana. Nella stagione 2006-2007 Arsenal, Chelsea, Liverpool e Manchester United hanno contabilizzato ricavi per 1.061 milioni di euro. Viceversa Inter, Juventus, Roma e Milan per 724. La ragione di questo enorme gap? Lo stadio, in Inghilterra, è di proprietà dei club. In Italia appartiene ai comuni. Chissà che anche a Cosenza non ci sia qualcuno pronto a fiutare l’affare. Sarebbe ora vista la strada tortuosa intrapresa dal calcio italiano. Di sicuro l’attuale dirigenza ha già fatto richiesta, in tempi non sospetti, per avere la gestione dell’impianto. Ma il Comune ha rifiutato.

QUELLA DELIBERA DIMENTICATA

Una delibera del 3 giugno 1960 intitolerebbe l’impianto a Salvatore Perugini scomparso nel ’60.

Incredibile ma vero. C’è una delibera della giunta comunale di Cosenza del 3 giugno 1960 che intitolerebbe il maggiore impianto cittadino della città a Salvatore Perugini, nonno del sindaco e presidente del Cosenza Calcio, scomparso proprio nel ‘60. La notizia è stata riportata diverse settimane fa anche da cosenzachannel.it. A “tirarla” fuori sarebbe stato l’avv. Ernesto Corigliano appoggiato anche dal presidente del Coni, Pino Abate e dall’assessore Damiano Covelli. “Il sindaco ci ha pregato di non proseguire quel percorso perché non voleva che questa iniziativa venisse scambiata per un fatto privato – ha detto l’assessore -. Spingerò per superarne la comprensibile ritrosia”. Molto diplomatico, invece, l’attuale sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini. “Quella delibera ha atteso per 49 anni di essere attuata, potrà aspettarne qualche altro. Oggi sono il sindaco della città e l’etica impone determinati comportamenti”.

 

 

ASPETTANDO IL CINQUANTENARIO

Nel 2014 il Cosenza festeggerà il centenario. Nello stesso anno compirà 50 anni lo stadio dove i rossoblù, al loro debutto, riuscirono a battere il Pescara con reti di Ciabattari e Campanini.

Nel 2014 il “San Vito” festeggerà i suoi 50 anni. L’inaugurazione ufficiale è datata 4 ottobre 1964. Avvenne in occasione dell’incontro Cosenza-Pescara terminato sul punteggio di 2-1. Questo il tabellino dello storico incontro:
COSENZA: Milan, Baston, Millea, Ippolito, Orlando, Fonatana, Calzolari, Palma, Ciabattari, Marmiroli, Campanini. All.: Rosati
PESCARA: Di Censo, Follador, Magni, Pieri, Misani, Conio, Bonanni, Prosperi, Meneghetti, Nassi, Barone. All.: Bencic
ARBITRO: Canova di Bologna
MARCATORI: 19′ Ciabattari (Cs); 82′ rig. Pieri (Pe); 90′ rig. Campanini (Cs)

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