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Mercato: il nome nuovo per l’attacco rossoblù è quello di Margiotta

Mercato: il nome nuovo per l’attacco rossoblù è quello di Margiotta

Mirabelli è alla ricerca di una punta e il protagonista dell’ultima promozione in B potrebbe tornare a Cosenza per ripetersi. Danti è sul piede di partenza. Nel frattempo Roberto Bruni farà ancora parte dello staff tecnico, mentre Valter Leone saluta tutti con una lettera.

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L’attaccante Massimo Margiotta (32)

Sfumato Alessandro Pellicori (27), il diggì è fermamente intenzionato a regalare a Mimmo Toscano un attaccante di prima fascia. Se è vero che la pole positione per ora è ad appannaggio dei club che hanno investito molto nel reparto in avanti, il 31 agosto è ancora lontano. Il Taranto ha preso Corona e Innocenti, due che farebbero girare la testa ad ogni difensore, il Pescara potrà contare su Di Napoli e Ganci, il Benevento su Castaldo, Clemente, Evacuo e Bueno. Niente male. A Cosenza però potrebbe arrivare Massimo Margiotta (32), uno che i gol li ha sempre fatti ma che ultimamente è un po’ in crisi a causa di qualche problema fisico di troppo. Nello scorso torneo ha messo a segno solo 3 gol ed è partito spesso dalla panchina. La formazione di Mimmo Toscano potrebbe rilanciare pertanto le sue ambizioni. Chi andrà via da Cosenza invece è Domenico Danti (19). Il furetto ha qualche offerta importante (Grosseto, Crotone, Salernitana, Albinoleffe) e in accordo con il club sceglierà la sua prossima destinazione. Nel frattempo la società ha comunicato che Roberto Bruni farà ancora parte dello staff tecnico a differenza di suo fratello Michele. Nella giornata di oggi, infine, è arrivata una lettera di Valter Leone, l’addetto stampa dei due campionati vinti. Ve la proponiamo integralmente. “ Ringrazio il Cosenza calcio per la straordinaria e indimenticabile collaborazione in due splendide stagioni. Negli ultimi 29 anni ho seguito il Cosenza da tifoso, quindi da cronista prima e da giornalista successivamente. Mancava la possibilità di viverlo “dal di dentro”: un’esperienza fantastica che, sono certo, mi sarà utile ora che torno a fare il “giornalista” e a raccontare le gesta del Cosenza “dall’altra parte”. L’ipocrisia non mi appartiene: mi ero illuso che con la promozione in Prima divisione la collaborazione si potesse trasformare in un vero e proprio rapporto di lavoro. Ringrazio tutti i colleghi giornalisti per avere sopportato, in alcune circostanze, il peggiore lato del mio carattere. Così come voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno fatto pervenire attestati di solidarietà e soprattutto di stima. Un pensiero particolare ai tifosi del Cosenza, e non soltanto agli amici ultrà (non ho bisogno di accattivarmi le loro simpatie visto il reciproco rapporto di stima; per cui nessun doppio gioco e nessuna frase a effetto, magari di convenienza: per me fanno fede gli applausi sinceri del cinema Citrigno di sabato scorso e un commovente sms inviatomi da un ultrà “vero”, che custodirò con gelosia) ma a tutti coloro, e sono davvero tanti, così tanti che non pensavo avessi questa immensa stima all’interno del popolo rossoblu (difficilmente dimenticherò la telefonata dell’avvocato Ernesto Corigliano, un monumento della storia del Cosenza), che popolano gli spalti del San Vito.  Tanti attestati che mi hanno ripagato degli immensi sacrifici sostenuti in questi lunghissimi anni nel corso dei quali ho raccontato la vita del Cosenza. Quello del giornalista è un mestiere particolare, obbligato a convivere con abbondanti dosi (a limite dell’overdose) di passione; una passione che spesso ti porta a sacrificare gli affetti più cari come moglie e figli. E alla famiglia di tempo ne ho sottratto tantissimo: ed è proprio a Lella, Camillo e Gianmarco che va il più grande ringraziamento per avere sopportato con amore le mie assenze. Un grazie particolare a Massimiliano Vomero, grande professionista e uno dei pochi che ha saputo convivere con il mio irruento e a volte insopportabile carattere; così come voglio ringraziare Riccardo Tucci ed Ernesto Pescatore per la loro preziosissima e passionale collaborazione. Un grazie a Lorenza Iaconianni e al papà Vincenzo, a Shartella, ad Andrea Rosito, a Salvatore Mannarino, al mitico Ciccio Arena e al mio amico Ciccio Saya: i loro scatti hanno impreziosito la splendida creatura “il Cosenza”, organo ufficiale della società al quale sono legato quanto un figlio. Queste due stagioni, comunque, hanno anche messo la firma in calce su convinzioni personali maturate nel corso di questi lunghi anni dedicati alla professione del giornalista: il calcio è un’enciclopedia della menzogna, dell’ipocrisia e dell’irriconoscenza. Ringrazio il signor Damiano Paletta da San Lucido per tutte le belle parole che ha inteso dedicarmi nel corso delle sue, irrinunciabili, apparizioni pubbliche. Peccato che le esternazioni dell’ex presidente del Cosenza calcio facciano a pugni con la realtà. In data 05/07/2009 alle ore 19:47:52 dall’utenza aziendale del signor Paletta ho ricevuto il seguente sms: “Buonasera, consegna a Giuseppe qualsiasi cosa inerente il tuo incarico ed a partire da ora sei sollevato dalla funzione di addetto stampa. Il presidente”. Il resto l’ho appreso dalla tv, dai giornali e da una contorta e imbarazzante telefonata del signor Pinuccio Chianello alle ore 17:45 circa del 6 luglio scorso. Faccio un augurio di buon lavoro al nuovo presidente Giuseppe Carnevale e al suo vice Franco Salerno, i quali hanno fatto l’impossibile per ricucire lo strappo. Chiudo con un grosso abbraccio a Mimmo Toscano: il calcio ha bisogno di persone come lui. I due campionati trascorsi sulla panchina del Cosenza equivalgono ad almeno il triplo in qualsiasi altra squadra. In queste due promozioni, anche se qualcuno lo digerisce molto a fatica, c’è tantissimo di Mimmo; soprattutto nel campionato che si è appena concluso. E la stagione che sta per cominciare sarà molto più dura delle due precedenti. Buona fortuna Mimmo, la meriti”.  (co. ch.)

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