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Chiappetta si chiama fuori: “La società sapeva del contenzioso”

Chiappetta si chiama fuori: “La società sapeva del contenzioso”

L’ex patron del Rende: “Chianello, Paletta e Mirabelli erano a conoscenza di un controllo della Guardia di Finanza che sequestrò i libri contabilii per periodi antecedenti. La mia gestione è stata caratterizzata dalla massima trasparenza”.

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Franco Ippolito Chiappetta e Mirabelli

Come detto in questi giorni, in ballo ci sono 11,5 milioni di euro che il fisco potrebbe richiedere al Cosenza calcio. Il club di viale Magna Grecia e Giorgio Sganga ribadiscono ogni giorno: “Siamo totalmente estranei, le responsabilità imputabili ad altri soggetti”. Adesso, però, sono gli “altri soggetti” a tirarsi fuori. Dalle colonne di Calabria Ora questa mattina è Franco Ippolito Chiappetta a rispondere al club rossoblù, ex club biancorosso. E questo perchè prima che il gruppo ChianelloPaletta acquisisse le quote del Rende Calcio (stagione 2006-2007), l’indiscusso proprietario della società era proprio lui.  «Nella mia gestione tutto è filato liscio come l’olio. Ho corrisposto ogni centesimo che c’era da pagare ed anche quando è stata costituita la Srl  (in concomitanza alla Promozione tra i professionisti, ndr) non ho mancato mai di saldare ogni conto».Eppure lo stato batte cassa, qualcosa deve essere pur successo.«Di certo non sotto la gestione del sottoscritto. Credo che si debba indagare ancora più a ritroso, perché un giorno la Guardia di Finanza venne e sequestrò i libri contabili. Non ricordo bene se nel 2003 o nel 2004. Fu fatto un controllo incrociato con l’azienda di un altro imprenditore e si trovarono delle fatture che non erano a posto. Non ho difficoltà ad immaginare che l’Iva, l’Irap e l’Irpef che pesano sul capo del Cosenza attuale siano riconducibili a delle sponsorizzazioni». Un dettaglio tutt’altro che secondario. «Chianello, Paletta e Mirabelli sapevano tutto quanto. Del resto come potevano esserne all’oscuro davanti ad un’azione del genere da parte della GdF? Ribadisco, pertanto, che il mio nome non deve essere assolutamente legato alla contesa in atto, ne sono a conoscenza di quello che avvenne prima o dopo la mia gestione». Calabria ora chiama in causa anche un altro Chiappetta omonimo di Franco Ippolito ma che si chiama Piercarlo, che restò in sella alla poltrona più importante del Rende calcio appena un semestre. «Un lasso di tempo troppo breve per combinare guai – taglia corto quest’ultimo – Mi spiace non poter essere d’aiuto». Sì, perché sarebbe ora di fare chiarezza, fosse solo per rispetto ai tifosi. (co.ch.)

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