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La Canna: “Vincere a Grosseto? Nel calcio non si sa mai”

L’ala rossoblù parla del suo ritorno al San Vito e di come il gruppo si stia compattando sempre di più. “Il mercato? No comment, lo fa la società”.

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Il figliol prodigo Mario La Canna

Tornato giovedì scorso a calcare l’erba del San Vito, Mario La Canna non nasconde l’emozione. “Dopo dodici anni – ha detto – è normale essere eccitati. Quando giovedì sono uscito dagli spogliatoi ho provato un brivido. In questo stadio sono nato e cresciuto ed è stato stupendo aver riabbracciato la mia gente”. All’interno dello spogliotaio è parte integrante della schiera di cosentini che hanno sposato il progetto della società. “Siamo in molti e questo è un bene. Noi indigeni mettiamo diamo tutto in ogni partita e in ogni allenamento. A me a Porchia, a De Rose, a Roselli vorrei aggiungere anche Mortelliti che ormai è come se fosse di casa. Pian piano, però, stiamo insegnando il dialetto a tutti”. A queste battute, dalle retrovie dell’insolita sede della conferenza stampa, l’hotel San Carlo, giungono le risate e le battute dei compagni. La Canna si è integrato alla perfezione in un gruppo che appare già molto compatto. “Il gruppo è ottimo. Tutti abbiamo capito da subito che tipo di mentalità serve per disputare un campionato difficile come quello di Prima Divisione. Vogliamo raggiungere presto la quota salvezza che è fondamentale. Poi vedremo quello che succederà. Non spetta a me dire cosa serve, sono affari della società”. Con il nuovo modulo tattico il laterale rossoblù si trova bene. “Ho giocato esterno d’attacco a sinistra anche a Viterbo. Mi trovo a mio agio e cercherò di mettere in difficoltà mister Toscano. Voglio dare il massimo per ritagliare il mio spazio. Penso ancora di poter dare molto a questa squadra e questa città. Poi è ovvio che le scelte spetteranno al tecnico, l’importante e che io sudi la maglia sette giorni su sette”. Prima di salire sul pullman per la trasferta di Coppa Italia, Mario parla anche della sua esperienza a Grosseto un po’ di tempo fa. “Con la famiglia sono stato benissimo. Anche con l’ambiente avevo un buon rapporto. Cosa che però non avevo con il presidente che non mi trattò benissimo. Ma è acqua passata, adesso c’è solo il mio Cosenza e chissà che non passiamo nuovamente il turno”. (Daniele Mari)

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