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Mirabelli si confessa a Cosenzachannel: “Il mercato basato sul 3-4-3. Non rimpiango nessuno di chi è andato via”

Il dg parla di tutto: “Alla gente dico che dobbiamo salvarci. Per il salto di qualità occorrono ancora 2 o 3 elementi e li prenderemo senza fare follie”.

mirabex

Il direttore generale Massimiliano Mirabelli

Il Cosenza, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, pensa già al campionato che inizierà tra poco più di dieci giorni. A parlare a 360° del progetto rossoblù, in esclusiva per cosenzachannel.it, questa volta è il direttore generale Massimo Mirabelli. Ha allestito un team formato da tanti giovani (la media dell’età dei titolari scesi in campo a Taranto era di 23 anni e quella di Grosseto poco più di 24)  che sono alle prese con un modulo tattico tutto nuovo.
Direttore, questa squadra sembra entusiasmare già i tifosi. Che ne dice?
“Il Cosenza ha disputato la Tim Cup in maniera tonica e atletica, abbiamo fatto bene nonostante qualche ingenuità di troppo che ci è costata il passaggio del turno. Ma va bene così. Ora possiamo concentrarci sul campionato”.
La linea verde è stata una sua scelta o è stata condivisa con il trainer?
“Prima di iniziare abbiamo fatto due riunioni. Una con Toscano, dove è stato deciso di cambiare schema di gioco perché il 4-4-2 alla lunga stanca e si rende prevedibile. Si è optato per il 3-4-3 che, se fatto bene, è divertente e frizzante. La seconda invece si è svolta alla presenza dei preparatori. Per attuare il 3-4-3 serve gente che corre e che sta bene fisicamente. Con Mimmo, quindi, si è deciso di variare qualcosa anche a livello atletico in maniera tale di avere giocatori brillanti sotto il profilo della corsa per tutto l’arco del campionato”.
Dica la verità sui progetti del club. Quali sono gli obiettivi reali?
“Uno e uno soltanto: la salvezza! E lo dico con forza perché i tifosi lo devono sapere. Il nostro progetto quinquennale va avanti senza intoppi e non dobbiamo accelerare più di tanto. Certo, se a gennaio dovessimo trovarci con la salvezza già in tasca allora potremmo provare a fare un ulteriore sforzo. Ma senza dimenticare che l’obiettivo primario è quello della permanenza in Prima Divisione, ormai assimilabile sempre più ad una B2”.
Cosa manca al Cosenza per fare il tanto agognato salto di qualità?
“Secondo me mancano 2-3 pedine: un centrocampista e un attaccante, soprattutto. Ma non abbiamo fretta e se dovessero arrivare occasioni buone anche per altri reparti, potremmo pensarci su”.
Un pensierino per un altro difensore l’avete fatto?
“In rosa ce ne sono già sei e penso vadano bene, anche se non bisogna mai dare nulla per scontato in ambito di calciomercato. Ripeto comunque che non abbiamo fretta, aspettiamo quello che la piazza può realmente offrirci”.
Ad esempio Ginestra?
“L’attaccante del Gallipoli sarebbe felice di vestire la casacca rossoblù per il prossimo campionato, ma è bloccato in Puglia dalla situazione societaria che si è venuta a creare. Speriamo che si sblocchi presto perché è un giocatore forte che potrebbe darci una grossa mano e lui sarebbe felice di farlo”.
Ha rimpianti per chi è andato via in questi due anni?
“Assolutamente no. Li ringrazio ancora una volta per averci portato in Prima Divisione. Nel calcio però le scelte si devono fare con la testa e non con il cuore ed era giusto dopo due stagioni cambiare radicalmente”.
Che idea si è fatto del presidente Carnevale?
“Ha tanto entusiasmo e ama il Cosenza. Vorrebbe tutto e subito, ma ha sposato la linea che ci siamo dati da tempo e cioè quella di guardare al bilancio  prima di tutto. Lui e Chianello sono due imprenditori solidi che vogliono il bene del sodalizio. Non dimentichiamoci che fino a nove giorni prima del ritiro non avevamo una squadra. Poi per fortuna si sono susseguiti l’ingresso di Carnevale e i primi acquisti, quasi a costo zero, nonostante molti dei nostri giocatori li volessero anche in serie B. Adesso abbiamo una rosa che va puntellata, ma che rispecchia il nuovo spirito del Cosenza, fatto di entusiasmo e voglia di divertire”.
Capitolo abbonamenti.
“Dico la verità. Io non amo gli abbonamenti. Il primo anno riuscii a non farli fare; poi l’anno scorso siamo arrivati a duemila tessere anche per evitare i divieti che ci erano stati imposti. Ma io penso che un tifoso si debba innamorare della sua squadra e la squadra deve farsi amare per quello che fa sul campo, per il gioco, per come ogni calciatore suda la maglia e perché no anche per i risultati. L’abbonato compra quasi a scatola chiusa, a me piacerebbe vedere dodici, tredicimila tifosi che vengono perché impazziscono davvero il Cosenza e non perché hanno una tessera in tasca”.
Con chi si augura di giocare la prima di campionato?
“Sinceramente spero di incontrare una formazione forte e di esordire in trasferta, tipo a Pescara o a Verona. Questo perché noi siamo il Cosenza e anche se il nostro obiettivo è la salvezza, non dobbiamo avere paura di nessuno. Se giochiamo con determinazione, corsa e ritmo possiamo battere chiunque”.
Ci dica la sua griglia di partenza.
“In questa settimana sono andato a vedere molte gare. Nel nostro girone Pescara e Verona sono una spanna sopra di tutte le altre. Hanno fatto una campagna acquisti che neanche in serie B si possono permettere. Poi attenzione al Lanciano e al Taranto che stanno investendo molto sul mercato, ma in maniera oculata. Come outsider credo invece nel Rimini”.
Una sorpresa c’è sempre…
“Spero sia il Cosenza, è ovvio”.  (Daniele Mari)

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