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Tessera del tifoso: il 5 settembre gli ultras di tutta Italia in piazza

Tessera del tifoso: il 5 settembre gli ultras di tutta Italia in piazza

La stagione sta per iniziare. Tra le novità anche la “Tessera del tifoso”. Ma gli ultras non ci stanno e sono pronti a protestare.

tessera_del_tifosoA partire dalla prossima stagione calcistica la Lega Pro, con il supporto tecnologico di Telecom Italia, metterà a disposizione delle 90 società affiliate la “Tessera del Tifoso” che potrà essere utilizzata in tutti gli stadi italiani delle società coinvolte nel progetto. Questo consentirà tra l’altro ai tifosi di seguire sempre la propria squadra, anche in presenza di limitazioni imposte e di beneficiare di numerosi servizi. E’ quanto annuncia in un comunicato Telecom Italia, la quale ricorda che, in linea con quanto stabilito dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, la tessera “rappresenta lo strumento attraverso il quale la Lega Pro vuole promuovere la categoria dei tifosi ufficiali che aderiscono volontariamente ad un codice di comportamento etico”. La nuova tessera nominale, basata su tecnologia RFID (Radio Frequency Identification), consentirà la gestione degli accessi agli stadi per una maggiore sicurezza a tutela dei tifosi e darà ai titolari la possibilità di seguire sempre la propria squadra del cuore, anche in presenza di limitazioni negli stadi da parte delle autorità competenti. La tessera, che ha anche la funzione di carta di credito ricaricabile nel circuito Visa, consentirà al tifoso associato l’accesso allo stadio, previo acquisto dell’idoneo titolo, senza la necessità di portare con sé un biglietto cartaceo, e la fruizione di altri servizi forniti dalla società di calcio come biglietti premio, varchi privilegiati ed altre agevolazioni per le tifoserie. Gli steward che presidiano gli ingressi degli stadi saranno dotati di appositi terminali mobili dotati di lettore RFID che, avvicinati alla tessera del tifoso, rilevano in tempo reale i dati contenuti nel microchip RFID della tessera consentendo così di verificare la validità del titolo di ingresso. L’intero processo è reso possibile grazie ad una piattaforma di rete realizzata da Telecom Italia e ospitata presso uno dei Data Center del Gruppo all’interno della quale vengono registrati automaticamente gli acquisti di titoli di ingresso effettuati dai titolari della tessera del tifoso, in modalità on line o attraverso la biglietteria.
LA PROTESTA. Cinque parole: “no alla Tessera del tifoso”. E’ la nuova battaglia che gli ultrà italiani si apprestano a combattere alla ripresa del campionato di calcio; una battaglia dichiaratamente contro il ministro dell’Interno Roberto Maroni – che ha fortemente voluto la Tessera convinto che sia il modo migliore per arginare la violenza negli stadi – che al momento sembra esser riuscita a superare rivalità e campanilismi storici, mettendo insieme tifoserie di destra e di sinistra, padani e meridionali, ultras di squadre di vertice con quelli di formazioni che militano nei campionati minori. A sentire gli investigatori e gli analisti che da tempo seguono il mondo che gravita attorno alle curve degli stadi, sarà questo uno dei principali “terreni di scontro” per la stagione che si aprirà il 22 agosto. Il perché è presto detto: lo strumento ideato dal Viminale punta a fidelizzare i tifosi con i club, responsabilizzando gli uni e gli altri. Ma soprattutto prevede che le società calcistiche non possano vendere biglietti a chiunque sia stato condannato, anche in via non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazione sportive. Un provvedimento che colpisce direttamente una larga fetta di ultrà. Di qui la risposta dura, per il momento solo a parole, delle tifoserie organizzate. “La tessera del tifoso è un reale e incombente pericolo – hanno sottolineato nel corso di una riunione a Latina i rappresentanti di una settantina di gruppi ultrà – tra cui quelli di Roma, Lazio, Juventus, Udinese, Milan, Fiorentina, Siena, Reggina, Udinese, Bari – e per questo è necessario batterci per i nostri diritti, per la nostra libertà e per la nostra passione”. Come prima mossa i tifosi hanno organizzato una manifestazione a Roma il 5 settembre (il campionato si ferma per la partita della Nazionale) nei pressi dello stadio Olimpico: nella capitale arriveranno da diverse città italiane con l’obiettivo di trovare una linea comune su cui muoversi nel prosieguo del campionato. E si sta studiando l’ipotesi di uno sciopero delle curve. “Dobbiamo restare tutti univocamente fuori dallo stadio – è stato detto a Latina – con un unico striscione, accanto ai nostri fratelli diffidati che, con la Tessera del tifoso, non potranno mai più accedere ad un impianto sportivo”. Ma non è soltanto la reazione alla Tessera a preoccupare gli investigatori: secondo le più recenti analisi del Viminale sono ancora 450 i gruppi ultras violenti di cui 234 politicizzati e, tra questi, 61 (nel 2008 erano 58) hanno forti legami con movimenti di estrema destra e 28 sono vicini a formazioni radicali di sinistra. Si tratta dei “soliti noti”: i ‘Bisl’ (Basta infami solo lame) e ‘Tradizione e distinzione’ della Roma, i ‘Mastiff’ del Napoli, la ‘Banda noantri’ della Lazio, le ‘Brigate autonome livornesi’, i ‘Korps’ della Fiorentina, gli ‘Irriducibili’ dell’Inter, i ‘Drunks’ del Catania. Anche in questo campionato dunque, confermano gli analisti, le tifoserie che saranno seguite con maggiore attenzione sono quelle di Roma, Lazio e Napoli, oltre al alcuni gruppi isolati tra gli ultrà di Milan, Inter, Juve e Atalanta. E non è un caso che la prima decisione del Comitato di analisi sulla sicurezza delle manifestazioni sportive del Viminale, sia stata quella di vietare in occasione della prima di campionato la trasferta dei tifosi romanisti a Genova e di quelli bergamaschi a Roma. Restano poi i problemi storici: la “saldatura” tra le tifoserie di Roma e Lazio con i gruppi di estrema destra, la vicinanza di alcuni gruppi ultra del Napoli e del Catania con la criminalità organizzata, l’estremismo razzista di diverse tifoserie del nord, Inter e Verona su tutte. E, ovviamente, la battaglia a tutto campo contro le forze di polizia, da anni ormai i veri nemici di tutti i gruppi organizzati (che ha raggiunto l’apice in occasione dell’omicidio di Gabriele Sandri) tanto che i servizi segreti, nell’ultimo rapporto consegnato al Parlamento, hanno ribadito che la “contiguità” tra “frange di tifo organizzato ed estremismo politicò'” è caratterizzata da una “forte avversione nei confronti delle forze dell’ordine” che lascia “ipotizzare, in qualche caso, anche disegni preordinati”.
IL NODO. La Tessera del Tifoso, lo strumento fortemente voluto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni per arginare la violenza negli stadi: è su questo fronte che, secondo gli investigatori che da anni seguono il mondo che gravita attorno alle curve degli stadi, si concentreranno le battaglie degli ultrà nel prossimo campionato. Il perché è presto detto: la tessera punta a fidelizzare i tifosi con i club, responsabilizzando gli uni e gli altri ma soprattutto prevede che le società calcistiche non possano vendere biglietti a chiunque sia stato condannato, anche in via non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazione sportive. Un provvedimento che colpisce direttamente gli ultrà. Per questo le tifoserie organizzate hanno annunciato, così come sottolineato in precedenza, una manifestazione a Roma il 5 settembre nei pressi dello stadio Olimpico. “E’ necessario batterci per i nostri diritti, la nostra libertà e la nostra passione” hanno sottolineato in una riunione a Latina una settantina di gruppi ultrà tra cui quelli di Roma, Lazio, Juventus, Milan, Fiorentina.
I DATI. Gli ultrà di Roma, Lazio e Napoli, oltre ad alcuni gruppi isolati nelle tifoserie di Inter, Juventus, Milan, Atalanta e Catania. In vista dell’inizio del campionato investigatori e analisti hanno messo a punto la mappa del tifo violento, sulla base di quanto emerso nel campionato scorso ma anche alla luce dei legami che le singole tifoserie hanno con l’estremismo politico. Quella che emerge, nonostante gli incidenti siano diminuiti nell’ultimo campionato, è una realtà che vede presenti ancora 450 gruppi violenti, 234 dei quali con una connotazione più o meno politica. Di questi, 61 (nel 2008 erano 58) hanno forti legami con movimenti di estrema destra e 28 sono vicini a formazioni radicali di sinistra. Si tratta dei “soliti noti”: tra gli altri i “Bisl” (Basta infami solo lame) e “Tradizione e distinzione” della Roma, i “Mastiff” del Napoli, la “Banda noantri” della Lazio, le “Brigate autonome livornesi”, i “Korps” della Fiorentina, gli “Irriducibili” dell’Inter, i “Drunks” del Catania. (ANSA)

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